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Come si fa a farsi rappresentare da un'agenzia letteraria?

55 minuti fa
Tempo di lettura: 7 min

Le agenzie letterarie guadagnano dalla vendita di servizi (valutazione di manoscritti, editing, correzione di bozze, traduzioni, grafica, impaginazione, tutoring, corsi di scrittura, ghostwriting), ma ce n'è uno che NON è in vendita: la rappresentanza.

 


Come funziona la rappresentanza

La rappresentanza da parte di un’agenzia letteraria funziona in modo simile al procuratore di un calciatore. È il procuratore a decidere se vuole rappresentare quel calciatore e a guadagnare in percentuale sull’ingaggio che riuscirà a ottenere per lui da una squadra di calcio.

 

Allo stesso modo, è l’agenzia letteraria a scegliere l’autore da rappresentare e il compenso di rappresentanza lo riceverà dall'editore, se le parti trovano un accordo per pubblicare quell’autore.

 

Come si arriva a farsi rappresentare

Le agenzie letterarie non leggono qualunque manoscritto ricevano nella speranza di scovare un capolavoro e, soprattutto, non leggono gratis.


L'unico modo per far sì che il tuo romanzo venga letto ed esaminato da un'agenzia è pagare una scheda di valutazione. Il prezzo varia in base al numero di cartelle editoriali e da agenzia a agenzia. Indicativamente si va da 250/300 euro (+iva) fino a 500.

 

Scheda di valutazione

Ecco i 10 principali aspetti che un'agenzia cerca in un romanzo per ritenerlo appetibile e dunque meritevole di venir rappresentato:


Incipit folgorante (Gancio): Le prime pagine devono catturare immediatamente l'attenzione del valutatore, definendo subito tono, voce e conflitto.


Premessa forte ed originale (High Concept): Un'idea di fondo chiara, distintiva e facilmente riassumibile in una sola frase (la cosiddetta logline).


Voce autoriale definita (Stile): Una scrittura fluida, matura e personale, che si distingua dalla massa e dimostri la padronanza della lingua.


Personaggi tridimensionali ed empatici: Protagonisti memorabili, pieni di sfumature, contraddizioni e dotati di una forte motivazione interiore.


Arco di trasformazione chiaro: Un'evoluzione psicologica ed emotiva dei personaggi principali causata dagli eventi della trama.


Conflitto centrale solido: Una posta in gioco alta e chiara; il lettore deve capire subito cosa rischiano di perdere i personaggi se falliscono.


Gestione impeccabile del Punto di Vista (POV): Un controllo tecnico rigoroso della focalizzazione narrativa, senza salti di testa (head hopping) confusi.


Struttura e ritmo calibrati: Una trama ben architettata (inizio, svolgimento, risoluzione) che mantenga alta la tensione ed elimini i tempi morti.


Dialoghi realistici e sottotesto: Scambi di battute incisivi, che rivelano la personalità dei personaggi e fanno avanzare l'azione senza essere didascalici.


Identità di genere e target commerciale: Un'opera che rispetti i codici del proprio genere letterario ma sappia rinnovarli, con un pubblico di riferimento ben individuabile.

 

Ciò che ricevi (scheda di valutazione) è un’analisi del tuo romanzo che prende in esame i punti che ho elencato sopra.

 

Il responso dell'agenzia e cosa puoi fare dopo

La scheda di valutazione si conclude con un giudizio complessivo finale che può essere negativo, semi-positivo o buono.

 

Ti spiego quali possono essere i motivi e cosa puoi fare dopo.

 

Giudizio negativo

Nella scheda di lettura potresti trovare affermazioni di questo tipo: soggetto non interessante, buchi di trama o trama piatta, mancanza di conflitto, uso di cliché, infodump, dialoghi didascalici, pov instabili, personaggi incoerenti o stereotipati, mancanza di ritmo, finale affrettato, scrittura acerba, errori formali ecc.

L’agenzia ti dirà, probabilmente, che il romanzo non è pubblicabile.


In tal caso, la tua strada con loro si chiude qui.

Se sei comunque convinto della bontà della tua opera e non concordi con le critiche che ti sono state mosse, puoi tentare con un’altra agenzia o provare a cercare un editore per conto tuo.

 

Giudizio semi-positivo

L’agenzia evidenzierà gli aspetti che funzionano e quelli che non funzionano.

Ad esempio: il soggetto è interessante, lo stile di scrittura è fresco e originale, ma il protagonista non è ben costruito, manca di tridimensionalità ed empatia.

Oppure: il romanzo ha un incipit folgorante e un’idea di fondo chiara, ma racconti troppo invece di mostrare e ci sono dei problemi con i POV.

È possibile, ma non scontato, che l’agenzia ti fornisca dei suggerimenti per sistemare il testo.

Quantomeno, sai che qualcosa di buono in ciò che hai scritto c’è.

 

Se ricevi un giudizio del genere, puoi chiedere all’agenzia di editarti (un ulteriore servizio a pagamento); puoi provare a rimettere mano al testo da solo e proporlo nuovamente alla stessa agenzia o a un’altra (pagando una nuova scheda di lettura); oppure puoi farti editare da un professionista di tua scelta e tentare ancora la strada dell’agenzia o cercare un editore da solo.

 

Giudizio buono.

L’agenzia sottolineerà ogni cosa che le è piaciuta.

Ad esempio: La premessa è forte, lo stile definito, i personaggi sono memorabili, l’arco di narrazione è chiaro, il romanzo ha ritmo, c’è il conflitto, i POV sono gestiti bene eccetera. Poi, parlerà degli eventuali difetti.

Infine si offrirà di editarti (a pagamento, chiaro).


Se lo fa è perché ritiene l’opera di buon livello, ma anche perché – aggiungo io – il suo lavoro sarà più veloce che su un testo lontano dall’essere pubblicabile.

L’editing, in fondo, è un lavoro a cottimo (un tot in base al numero di battute) e se il romanzo parte da una buona base, l’agenzia guadagnerà gli stessi soldi più in fretta e con minor fatica.

 

Se ricevi un giudizio positivo e la proposta di venir editato, sei sulla buona strada per una possibile rappresentanza. Ma, ricorda, anche se fai curare ogni aspetto del tuo romanzo dall’agenzia letteraria, non è scontato che questa decida di rappresentarti.


I prezzi per l'editing variano da agenzia ad agenzia. Partono da 5 euro a cartella + iva e arrivano fino a 10 euro e oltre (sempre a cartella + iva).

 

Il rifiuto di rappresentarti può avere varie ragioni.

Può essere che l'agenzia non abbia l’editore giusto a cui presentarti perché il tuo genere non rientra nel tipo di opere che sono soliti trattare.

Certo, te lo potevano dire prima di editarti, ma ricorda che le agenzie letterarie sono prima di tutto aziende che vendono servizi.

 

È possibile che giudichino la tua opera validissima ma troppo di nicchia, e dunque non facilmente vendibile per essere di loro interesse. Anche questo potevano dirtelo prima di farti spendere soldi, ma vale il discorso già fatto sopra.

 

Può essere infine che, nonostante l'editing, non ritengano il risultato finale all'altezza delle aspettative.

 

È nell'interesse dell'agenzia ottenere rappresentanze, perché guadagna in percentuale sulle royalties che l'editore attribuisce allo scrittore (la percentuale che si prende può oscillare fra il 5% e il 20%). Tuttavia, nessuna agenzia di alto livello rappresenta un autore nel quale non crede al mille per cento o per il quale non ritiene di avere l’editore giusto fra i propri contatti.

 

È dura da digerire questa cosa, ma se dovesse succederti di fare l’intero iter di revisione all’interno di un’agenzia e poi non venire rappresentato, non abbatterti.

Hai comunque in mano un buon testo, editato e corretto da dei professionisti.

Puoi provare a proporlo a qualche editore per conto tuo o pubblicarlo in self.

Esistono casi di autori rifiutati da chiunque, che poi hanno avuto successo con l’auto-pubblicazione.

 

Come scegliere l’agenzia giusta

Prima di metterti in mano a chiunque controlla sempre le sue credenziali. 

Le agenzie valide e blasonate le mettono in bella mostra. Sul loro sito troverai una o più pagine con i nominativi degli autori che hanno portato alla pubblicazione e con quale casa editrice, se sono anche stati tradotti e distribuiti all’estero e gli eventuali premi da loro vinti tipo lo Strega, il Bancarella e così via.


Se l’agenzia alla quale stai pensando di affidare il tuo manoscritto non ha una pagina del genere oppure se gli autori che si pregia di aver lanciato sono degli emeriti sconosciuti e hanno pubblicato con case editrici che non hai mai nemmeno sentito nominare, passa oltre.


Fuggi anche dagli agenti che chiedono un compenso per rappresentarti. Come ho spiegato, spetta all'editore a pagare quel compenso, non a te autore.


All’estero, gli agenti letterari devono essere iscritti in un albo ufficiale. Purtroppo in Italia questo non esiste ancora, dunque, chiunque può improvvisarsi agente e ingannare autori non pratici del mestiere.

Di recente, tuttavia, un certo numero di agenti italiani hanno deciso di creare un’associazione di categoria, volta a garantire la professionalità degli iscritti. L’associazione si chiama ADALI.


All’indirizzo www.adali.org puoi consultare l’elenco delle agenzie che ne fanno parte, per ognuna troverai un link diretto al rispettivo sito, dove potrai capire che tipo di servizi offrono e valutare la più adatta alle tue esigenze.


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Chi è Eleonora Scali?

Dopo la laurea in lingue, ho lavorato per anni come addetta stampa. Scrivo narrativa da quasi un ventennio. Ho pubblicato con vari editori indipendenti (Edizioni TriplaE, Tabula Fati del gruppo Solfanelli, Il Riccio, Del Miglio Editore, Lettere Animate, Historica Edizioni, Epigraphe).

Mi sono servita di editor e di agenzie (fra queste l'agenzia Beretta Mazzotta).

Ho intrapreso anche la strada del self-publishing e dei concorsi letterari (Premio Italo Calvino, Torneo Io Scrittore, Concorso Città di Como, Premio Giovane Holden, Premio Andersen e molti altri).

Per anni ho collaborato con il progetto ministeriale "Libriamoci a scuola" promuovendo la lettura negli istituti di ogni ordine e grado.

Il mio manuale Tutto quello che devi sapere per pubblicare un libro è stato giudicato una guida eccellente dalla Facoltà di Informazione e Mezzi Audiovisivi dell'Università di Barcellona


In questo blog fornisco consigli agli aspiranti scrittori, racconto di me stessa come donna e come autrice e dei miei romanzi.

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