Come si fa a pubblicare presto e bene?
- 4 ore fa
- Tempo di lettura: 7 min

Ti rispondo subito: bisogna conoscere l’editoria o sarà un flop annunciato.
Immagina di dover andare in un luogo sconosciuto senza un navigatore, senza indicazioni, senza una cartina, confidando sulle informazioni che, forse, ti potrà dare qualcuno che incontri per la strada, sempre che siano giuste.
Sei sicuro che arriverai a destinazione? Quanto tempo impiegherai? Quante volte dovrai invertire senso di marcia e tornare indietro? E la benzina consumata inutilmente mentre sbagliavi strada?
Pubblicare senza conoscere l’editoria equivale a partire per una meta sconosciuta nelle condizioni che ho appena descritto.
Il motivo è che non esiste la strada di pubblicazione per eccellenza, tutte hanno pro e contro. Esiste, però, la strada di pubblicazione migliore per te. Ma per fare una scelta ponderata, devi conoscerle tutte.
Ecco perché un autore che vuole pubblicare deve informarsi bene.
Le informazioni in rete sono poche e di parte
Le informazioni su come pubblicare che puoi trovare sul web sono frammentarie, spesso inesatte o puramente tecniche (es. come impaginare un libro o come convertirlo in ebook, caricarlo su una determinata piattaforma ecc.) e sempre di parte.
Sottolineo di parte, perché chi comunica di più sull’argomento sono gli addetti ai lavori: case editrici, piattaforme di self, agenzie letterarie, editor.
Essendo parti coinvolte, ciò che raccontano sono mezze verità, quelle che servono a tirare l’acqua al proprio mulino.
Vediamole una per una.
Piattaforme di self
Le piattaforme di self snocciolano tutti i possibili vantaggi di pubblicare con loro, ma sorvolano sui contro e sulle difficoltà che potresti incontrare.
Per citarne solo due: l’impossibilità che il tuo libro venga distribuito alle librerie e, in taluni casi, perfino di essere reso ordinabile in libreria (vedi Amazon); e le eventuali implicazioni fiscali (apertura di partita iva).
Alle piattaforme di self interessa solo reclutare un numero sempre maggiore di autori, perché ci guadagnano in moneta, prestigio, reputazione.
Agenzie letterarie
Molte agenzie letterarie o editor freelance sostengono che solo se ti affidi a loro troverai un editore.
Be’, non è proprio così.
Prima di tutto devi scegliere l’agenzia/editor giusta, che abbia credenziali verificabili e un portfolio di validi editori con cui collabora.
Poi devi aver scritto qualcosa in cui loro credono e seguire tutto l’iter di selezione, valutazione, editing eccetera (che sono servizi a pagamento) e, alla fine, sperare di venire rappresentato.
Dico sperare, perché è l’agenzia a decidere se la tua opera è meritevole di essere presentata o meno a un editore.
La verità, quindi, è che non esiste l’automatismo agenzia = editore.
Editori a pagamento
Gli editori a pagamento (in gergo EAP) cercano di convincere gli autori che pagare per pubblicare è la prassi.
A chi non ha esperienza dicono: un editing ben fatto ha un costo, così come la copertina, l’impaginazione professionale e la carta per stampare. E tu, autore, vorresti tutto questo gratis?
Gli editori a pagamento sono così bravi a sedurre neo-autori inesperti da farne degli adepti e perfino dei promotori di questa disdicevole pratica.
Mi capita spesso di leggere sui social commenti di autori che sostengono con convinzione che tutti gli editori sono a pagamento e che è normale finanziare chi ti pubblica. Oppure consigliano ad altri autori la EAP con cui hanno pubblicato loro, perché li ha fatti spendere solo tot, mentre altre EAP chiedono cifre molto più alte.
Leggere queste cose mi fa rabbrividire.
Un editore degno di questo nome si assume l’intero rischio d’impresa, vale a dire i costi per selezione delle opere, editing, impaginazione, grafica, attribuzione di ISBN, registrazione legale, stampa e distribuzione. E paga puntualmente all’autore le royalties sulle copie vendute.
Concorsi letterari
Anche i concorsi letterari possono diventare trappole per gli autori inesperti.
I più allettanti sono quelli che costano poco o sono gratuiti e mettono in palio la pubblicazione o premi in denaro. Gli scrittori inesperti ci si iscrivono a frotte. Leggono il bando solo sommariamente o non lo leggono affatto, non indagano sull’identità degli organizzatori, sulla qualità della giuria, sulle precedenti edizioni, su chi è stato effettivamente pubblicato e da chi.
La maggior parte di loro finisce nella tela di un editore a pagamento. Sono loro, infatti, a organizzare la maggior parte dei concorsi letterari low-cost. L’obiettivo è reclutare potenziali futuri autori-paganti.
I concorsi letterari validi, prestigiosi e che possono portare alla pubblicazione con un editore importante, esistono. Primo fra tutti il Premio Letterario Italo Calvino.
Se vuoi fare lo scrittore sul serio, devi imparare a conoscerli, come qualsiasi altra cosa in questo settore.
Scrittori che contribuiscono a diffondere informazioni fuorvianti
Ci sono autori che con i loro post, i commenti e le risposte che forniscono ad altri sui social contribuiscono ad alzare il livello di confusione e di mala informazione.
Li ho spiritosamente divisi in tre categorie.
I fondamentalisti
Gli scrittori fondamentalisti sono quelli che o pubblicano solo in self e dichiarano che gli editori sono tutti sfruttatori o che hanno sempre pubblicato con case editrici e sostengono che pubblicare in self è da sfigati.
I loro pareri sono dettati da personali esperienze e convinzioni. Si tratta di scelte che per loro sono andate bene ma non è detto che vadano bene per tutti.
I frustrati
Gli scrittori frustrati sono quelli che hanno spedito il loro primo, favoloso romanzo, a tappeto, a tutte le più grandi e importanti case editrici (Mondadori, Einaudi, Feltrinelli) e non hanno ricevuto risposte o solo rifiuti.
Questi autori sostengono con convinzione sui social che per pubblicare servono gli agganci, altrimenti nessuno ti prende in considerazione.
Bugia. E io ne sono la prova.
I piagnoni
L’ultima categoria è quella dei piagnoni. Sui social si lamentano perché il loro libro non vende. Il problema – secondo loro – è non avere budget pubblicitario da investire e non essere presenti sugli scaffali delle librerie.
Parlando con loro, si scopre che:
E' il primo libro della vita, scritto di getto, pubblicato solo su Amazon.
Il testo gliel’ha corretto la zia pensionata che faceva l’insegnante di lettere.
La copertina l’hanno fatta da soli: un disegno realizzato a mano da loro stessi o una foto scattata in vacanza.
L’impaginazione è quella del file Word: font Comic Sans, interlinea a caso, a capo con la barra spaziatrice, salti di pagina con il tasto invio e altre amenità del genere.
La versione ebook non l’hanno fatta perché la conversione del file Word sballava tutto.
Queste tre categorie di autori hanno una cosa in comune: la non-conoscenza dell’editoria.
Ascolta chi c’è passato di persona, una scrittrice con 20 anni di esperienza
Non vendo servizi di editing o correzione di bozze. Non sono un editore, non rappresento una piattaforma di self, non vendo corsi di scrittura o seminari di altro genere.
Scrivo libri. Punto.
Su questo sito e sui social offro una montagna di informazioni utili e attendibili sul tema della pubblicazione, perché sono tutte cose che ho sperimentato di persona.
Quanti scrittori conosci che fanno campagna informativa sulla pubblicazione per aiutare chi è alle prime armi? Secondo me, zero. Zero scrittori fanno questo. Solo io.
L’omertà degli scrittori
Quando ho provato a pubblicare il mio primo romanzo – oggi fanno 21 anni fa – avrei tanto voluto avere qualcuno che c’era passato e che mi dava i consigli giusti. Ma fra gli scrittori sconosciuti o emergenti sembra che ci sia una sorta di omertà. Nessuno è disposto a parlarti di editori che l’hanno deluso, di fregature in cui è incappato, di errori che ha commesso. Nemmeno di editori validi con cui lavora!
Per me è un errore, perché così le informazioni non girano e l’ignoranza continua a regnare.
Buona parte degli aspiranti scrittori è autodidatta. Non ha studiato, e nemmeno pensa di doverlo fare, perché scrivere è alla portata di tutti.
Ma quando si tratta di pubblicare, non si può essere autodidatti.
Pubblicare bene non è roba da autodidatti
A meno che non tu non voglia andare per tentativi - commettere sbagli, incappare in fregature, spendere soldi inutilmente e bruciare qualche romanzo lungo la strada - se vuoi pubblicare in modo soddisfacente DEVI STUDIARE.
Il miglior strumento che hai a disposizione è TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE PER PUBBLICARE UN LIBRO, una guida che raccoglie i miei 20 anni di esperienza nel settore e che spiega come funziona ogni forma di pubblicazione: editoria, self-publishing, concorsi letterari, agenzie, riviste letterarie, scuole di scrittura.
È la guida che avrei voluto avere io, quando mi sono ritrovata col mio primo manoscritto pronto e poche e confuse idee su come pubblicarlo.
Un vademecum così, ai miei tempi, non esisteva e ancora non esiste.
Ad oggi, non c’è in commercio un manuale che parla di TUTTE le possibili strade di pubblicazione con i relativi pro e contro, spiegate da uno scrittore che li ha sperimentati di persona.
Tu, invece, questa guida puoi averla subito. Ti basta cliccare qui.
Il libro include 26 audio-lezioni e 14 dispense. L'insieme equivale a un corso professionale di circa 13 ore e costa quanto una pizza e una birra.
Il prezzo di una pizza e una birra per pubblicare presto e bene.
Se non ci credi, leggi le testimonianze di chi l'ha già acquistato ed è riuscito a pubblicare.
Le parole di chi ce l'ha fatta






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Chi è Eleonora Scali?
Laureata in lingue, ha lavorato per anni come addetta stampa. Scrive narrativa da quasi un ventennio. Ha pubblicato con vari editori indipendenti, fra cui Edizioni TriplaE e Tabula Fati del gruppo Solfanelli. Si è servita di editor e di agenzie (fra queste l'agenzia Beretta Mazzotta e Laura Ceccacci Agency). Ha intrapreso anche la strada del self-publishing e dei concorsi letterari (Premio Italo Calvino, Torneo Io Scrittore, Concorso Città di Como, Premio Giovane Holden, Premio Andersen e molti altri).
Per anni ha collaborato con il progetto ministeriale "Libriamoci a scuola" promuovendo la lettura negli istituti di ogni ordine e grado.
L'università di Barcellona, Facoltà di Informazione e Mezzi Audiovisivi, ha giudicato il suo manuale Tutto quello che devi sapere per pubblicare un libro una guida eccellente.











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