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6 punti su cui riflettere prima di pubblicare

4 set
Tempo di lettura: 8 min

Ti sei mai chiesto perché vuoi pubblicare?

Secondo me dovresti, perché compiere la scelta di pubblicazione giusta dipende anche da cosa hai scritto, per quale motivo lo hai scritto e da quali sono le tue aspettative dopo la pubblicazione.

 

I 6 principali motivi che spingono la maggior parte di noi a scrivere sono:

  • Essere letto

  • Pura soddisfazione personale, valvola di sfogo, il gusto di lanciarsi in una nuova impresa

  • Far conoscere al mondo la propria storia (opere autobiografiche o ispirate a fatti reali)

  • Promuovere la propria attività o professionalità (manuali, saggi)

  • Diventare famoso e fare tanti soldi

  • Fare beneficienza (e raccogliere fondi per una causa meritevole)

 

In uno dei precedenti articoli ho illustrato tutte le possibili strade per pubblicare un libro ( lo trovi qui). Oggi, ti dico quale fra queste strade è più consigliabile in base all'obbiettivo che ci si pone al momento di scrivere.

 

obiettivo: ESSERE LETTO

Se il tuo obiettivo è essere letto dal maggior numero di persone, una delle possibili strade è l’editoria tradizionale.


Ma a 2 condizioni:


  • Devi aver scritto qualcosa in linea con le ultime tendenze del mercato: il genere più gettonato, nello stile narrativo più in voga in quel momento, ad esempio.

  • Devi scegliere l’editore sulla base della sua capacità di distribuzione, perché se il tuo libro non arriva sugli scaffali delle librerie, difficilmente potrà essere “molto letto”.

A questo proposito, ti consiglio di andare a recuperare il mio articolo “Perché il mio libro non è in libreria?”.

 

La seconda, possibile strada per un autore il cui principale desiderio è essere letto, è il self-publishing.


I motivi sono 2:


  • Puoi rendere il tuo ebook scaricabile gratis, anche per sempre. Non ci guadagni niente ma ampli di molto la platea di possibili lettori.

  • Puoi vendere il tuo libro cartaceo quasi a prezzo di costo, rendendolo dunque molto allettante


Nel self, queste due possibilità però te le dà solo Amazon.

Youcanprint, altra validissima piattaforma di self, ad esempio non ti dà totale libertà sul prezzo di vendita, né ti permette di rendere il tuo ebook scaricabile gratis, se non per brevi promozioni preventivamente concordate con loro.

 

obiettivo: SODDISFAZIONE PERSONALE

Se l’unico motivo per cui vuoi pubblicare è la soddisfazione personale e non ti interessa quante copie venderà il libro o quante persone lo leggeranno, l’editoria tradizionale non è la strada che ti consiglierei.


Certo, pubblicare con un editore, magari pure un nome importante, gratificherebbe molto l’ego e sarebbe una grande soddisfazione personale. Tuttavia i grandi editori pretendono il massimo impegno da parte dei loro autori nella promozione, perché per loro un libro è un prodotto che deve dare un determinato risultato in termini di vendite.


Se firmerai con un grande editore, ti troverai costretto a darti da fare con la promozione in prima persona anche se non ne avevi la minima intenzione. Diversamente, quell’editore non pubblicherà un tuo secondo libro, se mai tu ne scrivessi un altro.


Se vuoi pubblicare solo per tua soddisfazione personale, per stringere il tuo libro fra le mani e mostrarlo ad amici e parenti dicendo “guarda ho scritto un libro” va benissimo il self-publising, così come una banale tipografia.


Pubblicherai in tempi rapidissimi, potrai realizzare il tuo libro proprio come lo hai sempre sognato (titolo, copertina, grafica, impaginazione) e potrai disporne a tuo piacimento (venderlo, ma anche regalarlo, modificarlo in qualsiasi momento, ritirarlo dal mercato, cambiarne il prezzo). Queste sono tutte cose che con un editore NON puoi fare.

 

obiettivo: FAR CONOSCERE AL MONDO LA PROPRIA STORIA

Qui parliamo di romanzi autobiografici o sillogi poetiche che raccontano una vita intera o alcuni episodi particolari.


Ti dico subito che gli editori, in genere, storcono il naso davanti a opere di questo tipo e i motivi sono 2:


  • Il primo ha a che vedere con la narrazione. Le storie vere, pedissequamente riportate, non funzionano quasi mai in un’opera letteraria. Per questo si tende sempre a romanzarle e a drammatizzarle, per distaccarle dall’esperienza del singolo e trasformarle in un’esperienza simbolo, un’esperienza universale in cui molti o addirittura tutti possano immedesimarsi.


  • Il secondo motivo è che, non è detto che la tua opera autobiografica possa attirare un vasto pubblico. Chi scrive di sé stesso (o della sua famiglia) è spesso convinto che la sua storia sia unica, irripetibile, incredibile, e che per questo debba interessare al mondo intero. Ma non è scontato e all’editore, fondamentalmente, interessa la potenziale platea di lettori, non la tua storia.

 

Se hai scritto un’opera autobiografica, le due migliori strade per pubblicarla sono:

  • Iscriverla a un concorso letterario prestigioso, che metta in palio la pubblicazione (qui trovi indicazioni su come scegliere il concorso)

  • Il self-publishing. In questo modo potrai facilmente vendere il tuo libro a tutti quelli che ti conoscono (amici, parenti, vicini di casa ecc.) e che magari sono curiosi di farsi i fatti tuoi. Ci guadagnerai anche di più, rispetto a una pubblicazione sotto contratto con un editore.

  

obiettivo: PROMUOVERE LA PROPRIA ATTIVITA’ O PROFESSIONALITA’

Sono molti i professionisti che, a un certo punto della loro carriera, scrivono un manuale o un saggio sugli argomenti di cui si occupano da una vita.


Un commercialista scrive un manuale sulla fiscalità, il titolare di una palestra scrive un libro sul fitness, una psicologa per l’infanzia scrive una guida su come educare i figli.


Se questo è il tuo caso, e il libro che vuoi pubblicare non ti serve tanto per guadagnarci ma per farti conoscere come professionista e allargare la platea di possibili clienti, il self-publishing e la tipografia sono probabilmente le opzioni migliori.

Ti permettono entrambe di utilizzare il libro a tuo piacimento, come una specie di biglietto da visita o di strumento promozionale.


In alternativa, puoi tentare di proporti a editori specializzati in manualistica. Ma per attirare il loro interesse devi aver scritto un manuale davvero unico e innovativo. E, comunque, ricordati che con l’editore non potrai fare del tuo libro quello che ti pare.

 

obiettivo: DIVENTARE FAMOSO E GUADAGNARE UN MUCCHIO

Se è questo il tuo obiettivo, devi puntare necessariamente a un grande editore, perché gli scrittori italiani che fanno abbastanza soldi da poter vivere di scrittura sono quelli che vengono esportati all’estero, perché è lì che si fanno i grandi numeri


Il nostro è un mercato troppo piccolo, ma se vieni tradotto in spagnolo, per esempio, ti si apre un mercato di oltre 500 milioni di potenziali lettori. La potenziale utenza di lettori in lingua anglosassone è di quasi un miliardo e mezzo e quella in lingua cinese altrettanta.

Ti rendi conto cosa significa per uno scrittore italiano varcare i confini nazionali?

Miliardi di potenziali lettori contro 60 milioni di italiani dei quali, diciamocelo, solo una minima percentuale compra e legge assiduamente.


Per fare il colpo grosso serve un grande editore perché solo le grandi realtà hanno al loro interno divisioni che si occupano della promozione e della vendita dei diritti dei loro autori all’estero.

Se ti stai chiedendo come arrivare a un grande editore, leggi questo articolo.

 

obiettivo: FARE BENEFICIENZA, RACCOGLIERE FONDI

Gli autori che pubblicano per finanziare una buona causa non sono molti, ma se ti trovi in questa situazione, ecco i miei consigli:


Lascia perdere l’editoria tradizionale. La percentuale di guadagno è mediamente il 5% - 10% lordo sul prezzo di copertina. Ciò significa che, a meno che tu non venda centinaia di migliaia di copie, raccoglierai ben poco da devolvere in beneficienza.


Le 2 migliori strade sono il self-publishing e la tipografia.


  • Col self, il tuo libro sarà in vetrina, avrai a disposizione sia il cartaceo che l’ebook e avrai speso zero o quasi.

  • Con la tipografia, dovrai ovviamente far stampare solo le copie che pensi di riuscire a piazzare personalmente con una vendita porta a porta, ad esempio, o durante manifestazioni legate al motivo della beneficienza e pagarle in anticipo di tasca tua.


Il margine di guadagno, e quindi la beneficienza che potrai fare, è sicuramente maggiore scegliendo una di queste due opzioni piuttosto che l’editoria tradizionale.

 

Ti offro una terza strada: il crowdfunding. Con questa formula, in pratica, chiedi alla gente di comprare il libro prima che venga stampato. Così, nel momento in cui chiuderai la campagna di crowdfunding, avrai già in mano i soldi per stampare  – in tipografia, ti consiglio – le copie che sono state pre-ordinate e pagate e saprai anche già quanto ti resterà da donare in beneficienza.

 

Inizia a diventare chiaro, perché definire a priori il motivo per cui vuoi pubblicare fa la differenza?

Ovviamente questi sono i miei suggerimenti, sulla base della mia esperienza, ed essendo personali possono anche non essere condivisibili.


Per chiarirti meglio le idee ti invito a mettere nero su bianco le risposte a queste quattro domande.

  1. Cosa hai scritto? Che tipo di opera? Quale genere?

  2. Perché l’hai scritto? Qual è il tuo messaggio? Rivolto a quale tipo di pubblico?

  3. Perché vuoi pubblicare? Per te stesso? Per soldi? Per…?

  4. Verso quale strada di pubblicazione sei orientato?

 

Adesso verifica la fattibilità dei tuoi propositi sulla base dei consigli che ho fornito. Se combacia, credo tu sia sulla strada giusta. Se non combacia ti consiglio di riflettere ancora un po' prima di iniziare a muoverti verso una o l’altra strada di pubblicazione.

  

Per non perderti nemmeno uno degli articoli che pubblico, iscriviti al blog (pulsante rosa in cima a questa pagina), una volta alla settimana riceverai il TOMTOM PER PUBBLICARE, il tuo navigatore per viaggiare spedito e sicuro verso la pubblicazione del tuo libro.

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Puoi ascoltarli quando vuoi e quante volte vuoi.




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Chi è Eleonora Scali?

Dopo la laurea in lingue, ho lavorato per anni come addetta stampa. Scrivo narrativa da quasi un ventennio. Ho pubblicato con vari editori indipendenti (Edizioni TriplaE, Tabula Fati del gruppo Solfanelli, Il Riccio, Del Miglio Editore, Lettere Animate, Historica Edizioni, Epigraphe).

Mi sono servita di editor e di agenzie (fra queste l'agenzia Beretta Mazzotta).

Ho intrapreso anche la strada del self-publishing e dei concorsi letterari (Premio Italo Calvino, Torneo Io Scrittore, Concorso Città di Como, Premio Giovane Holden, Premio Andersen e molti altri).

Per anni ho collaborato con il progetto ministeriale "Libriamoci a scuola" promuovendo la lettura negli istituti di ogni ordine e grado.

Il mio manuale Tutto quello che devi sapere per pubblicare un libro è stato giudicato una guida eccellente dalla Facoltà di Informazione e Mezzi Audiovisivi dell'Università di Barcellona



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