Cartelle editoriali: strumento di lavoro per te e per l'editore
- 12 dic 2025
- Tempo di lettura: 6 min

Chiunque voglia proporre il proprio manoscritto a una casa editrice deve curarne l'impaginazione secondo gli standard editoriali, ovvero in cartelle.
In questo articolo spiego:
perché le cartelle editoriali sono così importanti per l'editore
come si impagina in cartelle editoriali
altri dettagli importanti per un'impaginazione professionale
Troppo spesso gli aspiranti scrittori considerano l'impaginazione un dettaglio banale rispetto all’opera che hanno creato, altri la curano in modo eccessivo ma a sentimento o in base ai gusti personali.
Errore madornale. Il manoscritto si impagina in un modo solo: le cartelle editoriali.
Perché l'editore apprezza un manoscritto impaginato in cartelle
Perché gli fornisce una serie di informazioni per lui vitali:
Il numero delle cartelle editoriali gli dà la misura del libro stampato che ne verrebbe fuori e, quindi, di quanto tempo e denaro gli costerà editarlo e produrlo.
L'impaginazione professionale:
dimostra all'editore che quell'autore conosce il mestiere.
agevola la lettura del testo
gli fa risparmiare tempo: in caso di accettazione del manoscritto, l'editore potrà metterlo in mano a un editor così com’è, senza dover impegnare tempo e risorse per ri-impaginarlo
Al momento dell’impaginazione finale per la pubblicazione, l’editore si ritrova con un file già lavorabile
Cosa sono le cartelle editoriali e come si impaginano
Il miglior programma per impaginare è WORD (non importa se per Windows, Mac, Android ecc.) perché ha tutte le funzioni che servono a produrre un testo professionale nei formati accettati dalla stragrande maggioranza delle case editrici (doc, docx).
La lunghezza del tuo manoscritto si misura in cartelle editoriali o battute, non in pagine, in parole o in dimensione dei fogli su cui l’hai stampato (A4, immagino).
La cartella è costituita da 30 righe x 60 battute, per un totale di 1800 battute, spazi inclusi.
Per ottenere questo formato con Word (su dimensione foglio A4), devi impostare il seguente layout di pagina:
margini superiore e inferiore 4 cm
margini destro e sinistro 3,5 cm
Interlinea: 1,5
L’allineamento deve essere giustificato.
Le cartelle devono essere numerate (comando: inserisci + numero di pagina). Poi scegli tu se allineato o centrale.
Il font preferito da case editrici e editor è Times Roman. È accettato/accettabile anche il Baskerville.
Il corpo (cioè la dimensione del font) è tassativamente 12.
Se riempi di testo la pagina di word impostata in questa maniera e poi utilizzi il comando revisione+conteggio parole, vedrai che alla voce caratteri spazi inclusi ti apparirà un numero vicino a 1800.
Il conteggio può essere di qualche battuta superiore o inferiore in base agli spazi o al numero di capoversi che hai inserito, ma non è un problema finché ti attesti intorno alle 1800 battute.
Come appare visivamente la cartella editoriale

Se stampi una pagina, noterai come visivamente risulta avere grossi spazi vuoti su tutto il bordo (sopra, sotto su ambo i lati).
Questi spazi servono agli addetti ai lavori (casa editrice o editor) per lavorare sul tuo manoscritto: appuntare annotazioni, commenti, osservazioni e correzioni durante la fase di lettura e valutazione.
Altri dettagli importanti per un'impaginazione professionale.
CAPOVERSO:
ogni nuovo capoverso deve essere rientrato.
Questa impostazione si ottiene automaticamente da Word con i seguenti comandi:
Paragrafo + Speciale + Prima riga + rientro.
Puoi impostare un valore fra 0,4 e 1 cm (in base al tuo gusto o ai parametri della CE alla quale pensi di rivolgerti). Se hai dubbi su cosa sia il capoverso e il rientro di cui parlo, apri qualunque romanzo su carta stampata e vedrai che a sinistra il testo non è tutto allineato, ma presenta dei "rientri di capoverso", appunto.
Nella parte destra della pagina, invece, il testo deve essere tutto allineato in modo uguale, tecnicamente si dice "giustificato" (il comando che ho spiegato più sopra).
IMPAGINAZIONE DEI DIALOGHI:
i dialoghi si possono impaginare in tre modi: con le caporali («….»), con le uncinate (“….”) o con il trattino lungo( – ).
La scelta fra le tre possibilità, varia da casa editrice a casa editrice, per una questione grafica/stilistica.
Se non sai ancora a quale/quali CE intendi spedire il manoscritto, adotta il sistema che ti è più congeniale. L’importante è che resti coerente in tutto il testo.
Nello slide show qui sotto puoi vedere l'impaginazione standard dei dialoghi utilizzata da Mondadori (caporali), Feltrinelli (uncinate) e Einaudi (trattino lungo).
Nota anche l'uso del CAPOVERSO di cui ho parlato sopra.
TITOLAZIONE DEI CAPITOLI:
che tu scelga di contrassegnare i capitoli con numeri (1,2,3 oppure I, II, II), parole (capitolo Primo, capitolo Secondo) o altro (titoli di fantasia per ogni capitolo), ricordati di restare coerente in tutto il romanzo e posizionare l'indicazione del capitolo sempre nella medesima maniera (es: al centro, a sinistra, con una riga di intervallo dal testo, con due, senza).
La maniera corretta per inserire i titoli dei capitoli e poter successivamente creare un indice in automatico, è utilizzando la funzione di word progettazione + titolo.
NUOVO CAPITOLO:
alla fine di ogni capitolo, vai a capo e inserisci una “interruzione di pagina”.
Non andare a pagina nuova usando il tasto invio e aggiungendo spazi vuoti.
Se fai così e poi modifichi qualcosa nel manoscritto, ti si sballerà tutta l’impaginazione.
INDICE:
se hai inserito i capitoli con la modalità che ho indicato sopra, crea automaticamente il tuo indice utilizzando la funzione word riferimenti + inserisci indice.
Ricordati di posizionarti sulla pagina dove vuoi inserire l’indice, prima di avviare la funzione.
NUMERAZIONE PAGINE:
Le pagine del manoscritto devono essere numerate anche perché, altrimenti, come lo crei l'indice?
Inoltre, il formato cartella editoriale unitamente al numero di pagine, consente all'editore di capire in un lampo la mole del romanzo.
Il comando per numerare le pagine con Word è: inserisci + numero di pagina.
Poi scegli tu se in basso allineato o centrale.
COPERTINA DEL MANOSCRITTO:
non mi riferisco a niente di grafico o illustrato. In un manoscritto impaginato professionalmente, la copertina è solo la prima pagina.
Bianca, mi raccomando.
Oltre al titolo dell'opera e al tuo nome (ovviamente) è consigliabile che la copertina contenga i seguenti dati:
genere (es. romanzo di fantascienza, saggio storico, thriller ecc.)
un cenno se trattasi del primo volume di un ciclo, una saga, una trilogia, o il fatto che il protagonista dell'opera (poniamo un commissario di polizia) sia un personaggio ricorrente della tua produzione;
tutti i tuoi dati di contatto: indirizzo, telefono, mail ecc. Li riporterai anche nella biografia (da trasmettere su file separato dal manoscritto) ma è buona norma indicarli anche sul manoscritto.
Vuoi sapere perché anche la copertina è così importante per l'editore?
Dall'indicazione del genere del romanzo può valutare a priori se rientra nel suo piano editoriale.
Dalla specifica se volume di un ciclo o una saga capisce che dietro quella singola opera c'è un progetto più ampio. Cosa interessante per lui.
Con i tuoi dati di contatto in copertina potrà contattarti facilmente in caso di interesse. Metti che il manoscritto venga separato dalla sua mail o lettera di accompagnamento? E' possibile, specie in redazioni dove giungono centinaia o migliaia di proposte ogni giorno.
Manoscritto pronto. Si spedisce?
No. Per l'invio a una casa editrice, il manoscritto deve essere corredato da una sinossi, la tua biografia e un'eccellente lettera di presentazione.
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Chi è Eleonora Scali?
Laureata in lingue, ha lavorato per anni come addetta stampa. Scrive narrativa da quasi un ventennio. Ha pubblicato con vari editori indipendenti, fra cui Edizioni TriplaE e Tabula Fati del gruppo Solfanelli. Si è servita di editor e di agenzie (fra queste l'agenzia Beretta Mazzotta e Laura Ceccacci Agency). Ha intrapreso anche la strada del self-publishing e dei concorsi letterari (Premio Italo Calvino, Torneo Io Scrittore, Concorso Città di Como, Premio Giovane Holden, Premio Andersen e molti altri).
Per anni ha collaborato con il progetto ministeriale "Libriamoci a scuola" promuovendo la lettura negli istituti di ogni ordine e grado.
L'università di Barcellona, Facoltà di Informazione e Mezzi Audiovisivi, ha giudicato il suo manuale Tutto quello che devi sapere per pubblicare un libro una guida eccellente.



















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