Ti presento un editore: I.D.E.A.
- 2 lug
- Tempo di lettura: 8 min

I.D.E.A. (acronimo di “immagina di essere altro”) è una casa editrice indipendente, NoEAP, specializzata in narrativa fantasy.
Ho avuto il piacere di intervistare Claudia Cintio, co-fondatrice ed editrice di questa interessantissima realtà editoriale.
Ciao Claudia, puoi spiegare la vostra mission e la vostra linea editoriale ai miei lettori?
Ciao, Eleonora. Grazie per questa opportunità.
I.D.E.A. è nata con 3 obbiettivi principali:
1. Dare agli autori italiani una Casa Editrice che possa supportare e promuovere il loro talento e le loro opere.
2. Creare una community forte che unisca editore, autori e lettori. Un “luogo” di fiducia e comunicazione per chi, per passione o professione, ama i libri e ciò che possono dare.
Per noi la community degli iders è una parte fondamentale di I.D.E.A.: dà tanto ai lettori e agli autori (almeno, speriamo) e mantiene ben salda la nostra rotta e il nostro modo di essere editori.
3. Non portare autori stranieri in Italia, ma portare i nostri talentuosi autori italiani all’estero. Perché ce n’è tanto di talento in questo Paese.
Si tratta, forse, del work in progress più grande e complicato, perché prima dobbiamo “risvegliare” animi e interesse nei lettori nostrani, e ci stiamo lavorando duramente!
La nostra linea editoriale ha come pilastro il messaggio nelle storie.
Ogni libro I.D.E.A. racchiude, celati o meno, messaggi, esperienze, spunti di riflessione; oltre ovviamente a storie che, a nostro avviso, vale la pena leggere.
Quali caratteristiche o tropes cercate maggiormente nei manoscritti? Cosa vi distingue da produzioni concorrenti? Cosa vi fa dire “sì”?
Penso che ciò che ci distingue davvero rispetto alle produzioni concorrenti sia proprio che non cerchiamo tropes e nemmeno autori con una marea di follower.
Vogliamo belle storie su cui valga la pena investire e autori informati su cosa effettivamente può dare l’editoria indipendente.
I tropes li vediamo solo come parole chiave con cui semplificare la scelta ai lettori, in fase di promozione.
Nella nostra visione, sia di professionisti che di lettori, un libro deve essere ben scritto e raccontare una storia che lancia un messaggio o uno spunto di riflessione, elementi per noi fondamentali.
Il fantasy richiede la costruzione di mondi spesso molto complessi.
Se incontrate la proposta di un emergente con del potenziale ma non “affinata”, la prendete ugualmente in considerazione?
Il vostro team editoriale affianca l'autore per mettere a punto il worldbuilding?
O cercate un prodotto fatto e finito?
Sì, affianchiamo gli autori e lavoriamo insieme a loro per rendere al meglio non solo il worldbuilding, ma ogni struttura, la storia e il suo messaggio.
Tuttavia c’è libro e libro, autore e autore.
A volte, le belle idee vengono nascoste da una forma confusa o da strutture che richiederebbero troppi mesi di lavoro per una CE con un team ristretto, come la nostra. Quindi valutiamo ogni proposta come un mondo a parte.
Piccolo consiglio per autori e autrici: mandateci testi “puliti”. Non pretendiamo che siano editati al 100%, che è una spesa, ma che siano stati almeno visionati in macro da un professionista, sì.
Ci lavoreremo comunque sopra insieme, se il manoscritto viene accettato, ma è indispensabile che la storia risulti comprensibile per essere effettivamente valutabile.
Trattando fantasy, uno dei generi più popolari oggi, immagino riceviate moltissime proposte. Quali sono gli errori più comuni che gli autori emergenti commettono nell'invio della proposta editoriale e che vi porta a scartarli?
L’errore più comune è non leggere le nostre linee guida e non informarsi se la finestra per le selezioni è aperta o chiusa.
Nel primo caso, il risultato è che riceviamo proposte che non rispecchiano i nostri parametri e quindi non vengono prese in considerazione.
Nel secondo, la proposta arriva a una mail che non è quella preposta o in un periodo in cui il nostro piano editoriale è già al completo e non possiamo prendere in considerazione altri manoscritti.
Finché ci è stato possibile abbiamo sempre risposto, e tutt’ora lo facciamo quando riusciamo, spiegando agli autori l’iter corretto, ma arrivano talmente tante mail, che non riusciamo più a rispondere a tutti.
Per questo c’è un avviso esplicito sul sito e nella pagina del form da cui ci arrivano le proposte.
A tutti gli autori voglio dire: leggete e informatevi sempre prima di inviare il vostro manoscritto. Il consiglio vale per qualsiasi casa editrice pensiate di contattare.
I generi YA e fantasy vivono molto di passaparola digitale.
Quali strategie di promozione e coinvolgimento dei canali social attuate per dare visibilità a un autore al suo primo romanzo?
Per prima cosa, se l’autore non è presente sui social o non li ha mai utilizzati per allineare l’algoritmo con le parole chiave e le abitudini necessarie, cerchiamo di aiutarlo in tal senso, fornendo informazioni su come utilizzarli.
Poi, ognuno deve trovare la propria voce, il social e il format di contenuti in cui si trova a proprio agio.
In secondo luogo, coinvolgiamo il profilo dell’autore in contenuti che lo riguardano, mettendo in collaborazione o taggando, per far capire ai nostri lettori che c’è qualche nuovo arrivo o un contenuto che riguarda “il libro di” e facciamo delle sponsorizzate mirate.
Quando le tempistiche lo consentono facciamo delle live.
A nostro avviso, la promozione social deve essere un lavoro di squadra, perché nel 2026 i lettori vogliono il contatto con chi scrive, lo cercano, non è più come vent’anni fa.
Ma i social danno tanto e tolgono tanto se non vengono seguiti e gestiti con attenzione.
Per ciò che riguarda la promozione fisica, partecipiamo a fiere ed eventi di settore e abbiamo da poco iniziato a fare dei panel con più autori in eventi e librerie di catena e non.
Il vostro acronimo I.D.E.A. racchiude il manifesto 'Immagina Di Essere Altro'. In che modo questa filosofia si riflette nella scelta delle storie che scegliete di pubblicare?
Come accennavo prima, il messaggio e gli spunti di riflessione sono per noi la base per decidere se pubblicare o meno una storia.
Leggere un buon libro ti catapulta nelle pagine, ti fa immaginare di essere altro, di vivere la vita dei personaggi, soffrire e gioire con loro, di vedere un altro mondo.
E se il messaggio è ben espresso o trasmesso fa da ponte verso l’alterità, la diversità.
Ecco da dove nasce il nostro nome, che diventa in acronimo I.D.E.A., perché per noi gli esseri umani si distinguono per le loro idee.
IDEA chiama la sua community di lettori 'iders'.
Cosa significa esattamente far parte di questa realtà e cosa comporta questo legame così stretto tra casa editrice, autore e lettore?
Qui mi scappa da ridere, perché forse è una domanda che andrebbe fatta più ai nostri lettori e ai nostri autori.
Da parte nostra, non può esistere un sistema editoriale funzionante se editore, autori e lettori non si capiscono tra loro, non si apprezzano e non si supportano, perché un editore (e a volte, purtroppo, alcuni colleghi lo dimenticano) pubblica per il pubblico, scusa il gioco di parole.
L’editore è il ponte tra autori e lettori, deve ascoltare entrambi, mediare per i primi e scegliere il meglio per i secondi.
Se però mi metto nei panni di un lettore (cosa che abbiamo fatto quando si è pensato a come gestire questo aspetto di I.D.E.A.), penso che mi farebbe piacere avere un confronto umano con chi mi propone le storie, un rapporto sincero e di fiducia.
Non vorrei essere trattata come un numero su una tabella di rendiconto.
Se invece guardo questo triangolo dal lato degli autori (altra cosa che abbiamo fatto, ma che riesce ovviamente meglio a Marko), sento che c’è bisogno di chiarezza, di chi non solo si prende cura della mia opera nel migliore dei modi, ma guida anche me.
Vorrei un editore in cui poter credere, perché la fiducia è importante in qualsiasi rapporto. È la base di un qualsiasi rapporto.
Non so se sono riuscita a spiegarmi bene. Spero di sì.
Essere iders vuol dire far parte di una community che ha come fondamenti la fiducia e la comunicazione.
Sul sito dichiarate di distribuire su tutto il territorio nazionale. Ciò significa che i vostri libri arrivano sugli scaffali delle librerie o che sono ordinabili dalle librerie?
Essere distribuiti su tutto il territorio nazionale significa che i libri possono arrivare in ogni luogo del Paese, ordinandoli. Se le librerie vogliono tenerli a scaffale non è qualcosa che dipende da noi.
Sul vostro sito, al momento, la valutazione di nuove proposte è chiusa. Potete anticiparci quando aprirà la prossima finestra e se avrà requisiti tematici specifici?
Certo che sì! Nel 2027 apriremo una nuova finestra, ma non sappiamo ancora bene il mese.
Riguardo le tematiche, stiamo conducendo il nostro sondaggio annuale con gli iders per sapere cosa vogliono leggere.
Ringrazio Claudia Cintio, co-fondatrice ed editrice di I.D.E.A. per il tempo che mi ha dedicato e invito gli scrittori di fantasy a restare in contatto con questa casa editrice attraverso il loro sito e i profili social:

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Chi è Eleonora Scali?
Laureata in lingue, ha lavorato per anni come addetta stampa. Scrive narrativa da quasi un ventennio. Ha pubblicato con vari editori indipendenti, fra cui Edizioni TriplaE e Tabula Fati del gruppo Solfanelli. Si è servita di editor e di agenzie (fra queste l'agenzia Beretta Mazzotta e Laura Ceccacci Agency). Ha intrapreso anche la strada del self-publishing e dei concorsi letterari (Premio Italo Calvino, Torneo Io Scrittore, Concorso Città di Como, Premio Giovane Holden, Premio Andersen e molti altri).
Per anni ha collaborato con il progetto ministeriale "Libriamoci a scuola" promuovendo la lettura negli istituti di ogni ordine e grado.
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