Come deve leggere lo scrittore
- 30 lug
- Tempo di lettura: 6 min

“Se vuoi scrivere, devi leggere”. L’avrai sentito dire mille volte, ma forse nessuno ti ha mai detto COME legge qualcuno che fa lo scrittore di mestiere.
Lo scrittore legge con occhi diversi da quelli del comune lettore e sfrutta ogni romanzo per scrivere meglio.
Ti spiego come in 5 punti e, alla fine, ti lascio un esercizio pratico, che io stessa ho fatto più volte.
Ruba parole
Ogni libro è una miniera lessicale.
Ci sono autori come Umberto Eco, Michele Serra, Jonathan Franzen o Marcello Fois, solo per citare qualche nome, per i quali la scelta dei vocaboli ha un peso determinante.
Quelle parole ostiche, inusuali o sconosciute non sono ostacoli per lo scrittore che legge, sono regali.
Quando incontri un termine nuovo, fermati. Cercalo. Studiane i sinonimi.
Chiediti perché l’autore ha scelto “acre” invece di “amaro”; perché ha scritto “fenditure” e non “crepe" o più semplicemente "buchi”.
La risposta è che ogni vocabolo ha una sfumatura che può cambiare il senso o l’atmosfera. E in italiano il peso delle parole è particolarmente alto, perché questa nostra meravigliosa lingua è ricchissima di vocaboli e sinonimi.
Ma, attenzione, ogni sinonimo italiano ha una lieve sfumatura che gli attribuisce un significato leggermente diverso. Conoscerli ti aiuta ad affinare la scrittura.
Analizza i passaggi che ti colpiscono di più
Hai mai letto una pagina così potente da lasciarti senza fiato?
Per esempio, l’incontro tra Jean-Baptiste Grenouille e la ragazza dai capelli rossi in “Il profumo” di Süskind?
Perché funziona? Perché resta impresso? Te lo sei mai chiesto?
Sottolinea i passaggi che ti colpiscono di più e analizza il ritmo, le immagini e il punto di vista.
Ritmo: che stratagemmi usa l’autore per rendere la narrazione incalzante? Usa frasi brevi che accelerano il cuore? Sceglie le parole con accuratezza? Alterna varie tipologie di scene?
Immagini: se ci sono passaggi in cui l’autore riesce a trascinarti dentro al contesto mani e piedi, probabilmente è perché ha lavorato anche su odori, suoni, colori. Esamina con cura i passaggi che producono questo effetto.
Punto di vista: la scena che ti ha particolarmente colpito è narrata attraverso gli occhi di quale personaggio?
Gli stessi accadimenti assumono significati e sensazioni diverse se a raccontarli è la vittima o il carnefice, ad esempio.
L’esercizio da fare per rubare tecniche ai bravi autori è prendere queste scene e provare a riscriverle apportando piccole modifiche.
Racconta la stessa cosa attraverso un altro personaggio oppure scegli un’ambientazione diversa (da metropolitana a campestre) o un’epoca diversa (dall’Ottocento sposta tutto agli anni ’60) o ancora trasforma una scena narrata col discorso indiretto in una scena dialogica. È così che scoprirai i meccanismi nascosti dietro a quel testo.
Dettagli che rendono i personaggi indimenticabili
Humbert Humbert in “Lolita”, Montag in “Farenheit 451”, Anna Karenina nell’omonimo romanzo di Tolstoj. Cosa li rende iconici e indimenticabili? Il non essere eroi? Le loro debolezze umane? Quali caratteristiche?
Prendi Anna Karenina, per esempio. Hai notato quanti dettagli Tolstoj usa per rappresentarla?
Dettagli fisici (le mani nervose), espressivi (le ricorrenti domande retoriche), azioni che raccontano il suo stato d’animo (ad esempio il gesto di stringere in modo compulsivo la borsetta sul treno).
Per creare un personaggio che “spacca” prova a fare questo esercizio: scegli due o tre personaggi di romanzi diversi che hai particolarmente amato, prendi una o più caratteristiche da ognuno, mescolale, aggiungi un pregio o un difetto ed ecco il tuo nuovo, iconico protagonista.
Il peso dell’impaginazione e della punteggiatura
Punti, virgole e capoversi possono sembrare dettagli, ma non lo sono.
Una virgola è una pausa breve, un punto è una pausa lunga. Il capoverso indica un cambio di scena, di argomento o di interlocutore.
Prendi questa frase di Chandler., per esempio:
Entrò. La stanza odorava di gin. Lei aveva un occhio nero.
Periodi brevissimi e frasi secche creano tensione. Se lo riscrivi togliendo tutti i punti, la tensione diminuisce o crolla del tutto:
Lui entrò in una stanza, notò che odorava di gin e vide che lei aveva un occhio nero.
Ti faccio un altro esempio. Hai mai letto qualcosa di José Saramago (premio Nobel per la letteratura)?
Lui ha scelto di abbattere ogni regola nell’impaginazione dei dialoghi. Niente virgolette o caporali, zero capoversi, punteggiatura anarchica. Ma quello che apparentemente sembra caos è sapientemente studiato.
Uno dei suoi romanzi che ho più amato è “Cecità”. Se prendi una pagina qualunque in cui parlano i personaggi e la riscrivi seguendo le regole classiche, capirai perché la sua scelta di togliere tutto è funzionale al tema del romanzo.
Leggi con gli occhi, ruba con la matita
Non lo dico io, ma un maestro come Stephen King: prima leggi per piacere, poi rileggi con la matita in mano e sottolinea i trucchi che puoi rubare.
Quando leggi un romanzo che ti affascina cerca di capire come è stato costruito: scene, personaggi, ritmo, immagini, punto di vista, punteggiatura.
Ruba quei segreti, falli tuoi, adattali al tuo stile.
La tua scrittura farà un passo qualitativo in avanti.
Esercizio di riscrittura
Se quello che ho spiegato fin qui non ti è chiaro, c’è un esercizio molto pratico che può aiutarti a rubare ai grandi autori tutti i trucchi del mestiere in un colpo solo.
Prendi il romanzo di un autore che stimi particolarmente. Per un primo esercizio, l’ideale è un romanzo ambientato in un epoca diversa dalla tua che utilizza un linguaggio diverso dal tuo.
Porta la sua storia nel tuo mondo, ai giorni nostri per esempio, e riscrivi interi brani di quel romanzo restando fedele al testo e alla struttura originale.
Ti racconto l’esperimento che ho fatto personalmente su due autori.
Ho preso un racconto di Checov, dal titolo “Nella bassura”.
Il racconto è ambientato alla fine dell’Ottocento in Russia. Io l’ho portato negli anni ’60 in Sicilia.
Ciò che ne è venuto fuori non somiglia nemmeno lontanamente al racconto di Checov, ma ne mantiene la tragicità, l’ineluttabilità e la miseria dei personaggi.
Mi sono cimentata anche nella riscrittura di “Il ballo” della Némirowsky (pubblicato nel 1930). Il romanzo racconta come una quattordicenne, trascurata da una madre egoista, dispotica e arricchita, sabota il ballo che ha organizzato per entrare a far parte dell'alta società parigina.
L’ho proiettato ai giorni nostri.
I Kampf sono diventati una coppia nata e cresciuta a Secondigliano fra espedienti criminali e reddito di cittadinanza e Antoinette, la figlia quattordicenne, un’adolescente social-addicted, affamata di attenzioni, in perenne competizione con la madre.
La fortuna della mia coppia arriva con una vincita al Superenalotto. Il ballo che la figlia manda in fumo è un mega-party con dj set in una villa della Costa Smeralda.
Il risultato è una storia del tutto nuova. Quello che resta è la maestria della Némirowsky nel parlare di gelosia, rivalsa e vendetta.
Prova a fare questo esperimento.
Ogni libro che leggi può diventare una lezione di scrittura. Restare un dilettante o diventare un professionista dipende solo da te.
Prendi il romanzo che hai sul comodino e inizia a rileggerlo indossando i panni dello scrittore. Le prossime pagine che scriverai saranno migliori, te lo garantisco.
Oggi ho deciso di parlare di scrittura invece che di pubblicazione perché l'obiettivo primario di un autore che pubblica dovrebbe essere: ESSERE LETTO.
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Chi è Eleonora Scali?
Dopo la laurea in lingue, ho lavorato per anni come addetta stampa. Scrivo narrativa da quasi un ventennio. Ho pubblicato con vari editori indipendenti (Edizioni TriplaE, Tabula Fati del gruppo Solfanelli, Il Riccio, Del Miglio Editore, Lettere Animate, Historica Edizioni, Epigraphe).
Mi sono servita di editor e di agenzie (fra queste l'agenzia Beretta Mazzotta).
Ho intrapreso anche la strada del self-publishing e dei concorsi letterari (Premio Italo Calvino, Torneo Io Scrittore, Concorso Città di Como, Premio Giovane Holden, Premio Andersen e molti altri).
Per anni ho collaborato con il progetto ministeriale "Libriamoci a scuola" promuovendo la lettura negli istituti di ogni ordine e grado.
Il mio manuale Tutto quello che devi sapere per pubblicare un libro è stato giudicato una guida eccellente dalla Facoltà di Informazione e Mezzi Audiovisivi dell'Università di Barcellona
In questo blog fornisco consigli agli aspiranti scrittori, racconto di me stessa come donna e come autrice e dei miei romanzi.














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