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Pubblicare con un agente

  • 4 feb
  • Tempo di lettura: 5 min

Aggiornamento: 6 feb

Sui social mi capita di leggere post di autori che dicono di aver assunto un agente letterario pagandolo una tantum o un fee mensile perché gli procurasse un contratto con una casa editrice, ma non hanno ottenuto un bel niente.


Dopo aver dato fior di quattrini a quell'agente, questi autori hanno perfino scoperto che oltre a non avere i contatti ad alti livelli di cui si vantava (ha proposto loro solo pubblicazioni a pagamento) non aveva nemmeno letto il romanzo che avrebbe dovuto "vendere" agli editori.


Ragazzi, non funziona così. Mettiamo due punti fermi:


Primo: non è l'autore ad assumere l'agente, ma è l'agente a decidere se rappresentare o meno un autore. E per prendere questa decisione, l'agente deve leggere il manoscritto.


Secondo: nessun agente serio pretende soldi in anticipo dall'autore per rappresentarlo. I soldi arriveranno dopo, quando l'agenzia avrà piazzato l'autore presso una casa editrice. E sarà la casa editrice a remunerarlo in percentuale sulle royalties che riconoscerà all'autore al momento del contratto.


Ora, quello che devi tenere presente è che nessuna agenzia con un portfolio di autori di successo e contatti con CE di alto profilo si prende la briga di leggere gratis quintali di manoscritti nella speranza di trovare un autore degno di essere rappresentato.


L'iter classico per arrivare ad essere rappresentati è questo.


Per prima cosa dovrai chiedere all’agenzia una scheda di valutazione o di lettura (viene chiamata in modi diversi ma è la stessa cosa).

 

La scheda di valutazione è una dettagliata analisi del tuo testo che prende in esame trama, personaggi, ambientazione, qualità di scrittura e stile personale dell'autore.


La scheda si conclude con un giudizio complessivo finale che può andare dalla bocciatura totale, al consiglio di rimetterci mano e provare a riproporlo (pagando nuovamente per la lettura), fino a una valutazione positiva, solitamente in necessità di editing.


È possibile, ma non scontato, che nella scheda vengano forniti anche suggerimenti per sistemare il testo.


Il costo per questa scheda di lettura varia in funzione del numero di battute e di agenzia in agenzia ma, in genere, oscilla fra 150 e 400 euro.


Se la valutazione è complessivamente positiva, è probabile che l’agenzia si offra di editare il tuo testo.

A pagamento, chiaro.


L'editing è un'operazione laboriosa e lunga che prevede vari passaggi.

Li trovi spiegati in dettaglio nell'articolo "Cosa fa un editor?"


In estrema sintesi, l'editor evidenzia tutto ciò che non funziona nell'opera o che manca o che va eliminato, spiega perché e fornisce suggerimenti all'autore su come intervenire.


Il manoscritto così lavorato, viene restituito all'autore che dovrà riscrivere le parti messe in discussione dall'editor.

Dall'autore, il manoscritto torna all'editor per - si spera - l'ultima revisione.


Il processo può richiedere un mese o più. La tempistica dipende molto dalla capacità dell'autore di recepire (e talvolta, digerire) le modifiche richieste e poi riscrivere.


I prezzi per l'editing variano da agenzia a agenzia. Si va da 5 euro a cartella fino a 15 euro e oltre (più iva). Quindi, l'editing di un manoscritto di un centinaio di cartelle, ovvero circa 180.000 battute, può costare da un minimo di 500 euro più iva fino a superare ampiamente i 1.000 euro.


Superato l'editing è possibile che l'agenzia ti proponga anche un giro di correzione di bozze.

Consiste nella ripulitura finale da qualsiasi genere di refuso ortografico, di battitura, di punteggiatura e di impaginazione. E no, questo non lo fa l'editor. Editor e correttore di bozze sono due lavori diversi che richiedono competenze diverse e hanno prezzi diversi.


Il prezzo applicato dalle agenzie per la correzione di bozze oscilla fra 1,50 e 3 euro a cartella (+ iva).

 

Terminato questo percorso l'agenzia ti rappresenta?

No. L'ho detto in apertura dell'articolo e lo ripeto: anche se fai curare ogni aspetto del tuo romanzo da un’agenzia letteraria, non è scontato che questa decida di rappresentarti.


Un rifiuto può avere varie ragioni.

Può essere che non abbiano l’editore giusto a cui presentarti perché il tuo genere non rientra nel tipo di opere che sono soliti trattare.

Certo, te lo potevano dire prima di valutarti e editarti, ma ricorda che le agenzie letterarie sono prima di tutto aziende che vendono servizi.


È possibile che giudichino la tua opera troppo di nicchia, e quindi non facilmente vendibile per essere di loro interesse. Anche questo potevano dirtelo prima di farti spendere soldi, ma vale il discorso già fatto sopra.


Può essere infine che, nonostante l'editing, non ritengano il risultato finale all'altezza di essere presentato a un editore.


È nell'interesse dell'agenzia ottenere rappresentanze, perché guadagna in percentuale sulle royalties che l'editore attribuisce allo scrittore (la percentuale che si prende può oscillare fra il 5% e il 20%). Tuttavia, nessuna agenzia di alto livello rappresenterà un autore nel quale non crede al mille per cento.


Lo so, è dura da digerire questa cosa, ma se dovesse succederti di fare l’intero iter di revisione all’interno di un’agenzia e poi non venire rappresentato, non abbatterti.


Hai comunque in mano un buon testo, editato e corretto da dei professionisti.

Puoi provare a proporlo a qualche editore per conto tuo o pubblicarlo in self.

Non sono rari i casi di autori rifiutati da chiunque, che poi hanno avuto successo con l’auto-pubblicazione.

 

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Chi è Eleonora Scali?

Laureata in lingue, ha lavorato per anni come addetta stampa. Scrive narrativa da quasi un ventennio. Ha pubblicato con vari editori indipendenti, fra cui Edizioni TriplaE e Tabula Fati del gruppo Solfanelli. Si è servita di editor e di agenzie (fra queste l'agenzia Beretta Mazzotta e Laura Ceccacci Agency). Ha intrapreso anche la strada del self-publishing e dei concorsi letterari (Premio Italo Calvino, Torneo Io Scrittore, Concorso Città di Como, Premio Giovane Holden, Premio Andersen e molti altri).

Per anni ha collaborato con il progetto ministeriale "Libriamoci a scuola" promuovendo la lettura negli istituti di ogni ordine e grado.



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