Ti presento un editore: Pelledoca
- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 4 min

Al Salone del Libro di Torino 2026, sono andata a scovare case editrici indipendenti, NoEAP, che trattano generi diversi e le ho intervistate mettendomi nei panni di un aspirante scrittore in cerca di una casa editrice.
Ho chiesto loro come lavorano, che tipo di opere cercano e quali criteri di selezione adottano.
L’obiettivo è far scoprire a te, che mi segui, valide attività editoriali poco conosciute.
Ho raccolto circa una ventina di interviste, che andrò via via a proporti.
Oggi, ti presento Pelledoca, casa editrice specializzata in gialli, thriller, noir e mistero per ragazzi e bambini.
Susanna Busnelli, co-fondatrice e responsabile delle pubbliche relazioni, ha gentilmente risposto alle mie domande.
Mi spiega brevemente la vostra linea editoriale?
Pelledoca esplora la paura con tre diverse collane: “Occhiaperti”, “Neroinchiostro” e “Piccole Piume” che variano per tipologia di opere e fascia di età a cui sono destinate, ma si focalizzano tutte quante sul brivido.
Parliamo quindi di gialli, thriller, noir, mistery e horror. Crediamo che il brivido e le storie forti per bambini e ragazzi siano una esperienza sicura per confrontarsi con questi temi.
La collana “Occhiaperti” unisce strettamente le parole alle illustrazioni, in un flusso quasi da graphic novel. Quando valutate una proposta per questa collana, preferite ricevere una storia già illustrata o è sufficiente un testo forte?
In genere, partiamo dal testo e poi cerchiamo l’artista più adatto alla storia, ma talvolta capita che l’artista sia anche l’autore della storia.
La collana “Neroinchiostro” si rivolge a ragazzi più grandi, con romanzi in cui la tensione e l'intreccio sono centrali. Quando ricevete delle proposte editoriali, quali sono gli elementi che vi fanno dire “questo mi piace”?
La prima cosa che guardiamo è che la storia stia in piedi con una sua armonia, poi ci concentriamo sulla profondità e originalità della voce di chi scrive e sulla capacità di costruire personaggi credibili.
Valutiamo anche se un testo è abbastanza buono e vale la pena di lavorarci o se c’è troppo lavoro da fare e quindi otterremmo un risultato in perdita.
La collana “Piccole Piume” è pensata per le prime letture autonome dei più piccoli e adotta caratteri ad alta leggibilità. Quali accorgimenti stilistici e di vocabolario deve seguire un autore per dosare paura e mistero senza spaventare o annoiare un pubblico così giovane?
La dose di paura non ci preoccupa, tutto dipende da come viene raccontata.
L’autore deve conoscere bene le fasi di sviluppo e crescita dei bambini. Alla scuola primaria, per esempio, le competenze linguistiche dei piccoli cambiano all’incirca ogni due anni. Il pensiero astratto, invece, arriva a formazione completa, ovvero intorno ai 12 anni.
Sembra facile scrivere per piccoli ma è molto difficile.
Ci sono temi tabù o limiti grafici e narrativi che un autore deve assolutamente rispettare per non rischiare di uscire dalla linea editoriale di Pelledoca?
Nessun tabù, ma tre direttive fondamentali: paura e brivido devono sempre esserci e, nella narrativa, non prendiamo in considerazione storie che superano le 200.000 battute o che tendano al didascalico e pedagogico.
Qual è il canale che utilizzate per lo scouting di nuove penne italiane?
Ogni canale è aperto, dall’invio spontaneo (scrivendo a info@pelledocaeditore.it) alle proposte che ci vengono sottoposte dalle agenzie, alla partecipazione ai nostri concorsi. Fondamentale è che i manoscritti rispettino la nostra linea editoriale, il target e il genere letterario.
A proposito di concorsi, a Giugno ne lanciamo uno che si chiama “Oca che Giallo!” A breve compariranno tutti i dettagli sui nostri canali social.
Ringrazio Susanna Busnelli per il tempo che mi ha dedicato.
A chi fosse interessato a partecipare al CONCORSO indetto dalla casa editrice PER IL MESE DI GIUGNO, lascio qui sotto i link ai social di Pelledoca.
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Chi è Eleonora Scali?
Laureata in lingue, ha lavorato per anni come addetta stampa. Scrive narrativa da quasi un ventennio. Ha pubblicato con vari editori indipendenti, fra cui Edizioni TriplaE e Tabula Fati del gruppo Solfanelli. Si è servita di editor e di agenzie (fra queste l'agenzia Beretta Mazzotta e Laura Ceccacci Agency). Ha intrapreso anche la strada del self-publishing e dei concorsi letterari (Premio Italo Calvino, Torneo Io Scrittore, Concorso Città di Como, Premio Giovane Holden, Premio Andersen e molti altri).
Per anni ha collaborato con il progetto ministeriale "Libriamoci a scuola" promuovendo la lettura negli istituti di ogni ordine e grado.
L'università di Barcellona, Facoltà di Informazione e Mezzi Audiovisivi, ha giudicato il suo manuale Tutto quello che devi sapere per pubblicare un libro una guida eccellente.


















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