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Sinossi e quarta: strumenti diversi con scopi diversi

  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 5 min

Se sei un autore alle prime armi è probabile che tu non sappia cosa si intende con sinossi e con quarta.


Tranquillo, non sei il solo.

Succede spesso anche perché, a volte, sono gli stessi addetti ai lavori a chiamare pere le mele e viceversa.


Sinossi e quarta sono due strumenti diversi, con destinatari diversi e obiettivi opposti.


Usarli nel modo sbagliato può farti perdere occasioni preziose con gli editori o allontanare i potenziali lettori, ma dopo che avrai letto questo articolo saprai distinguerli perfettamente.


Cos’è la sinossi e a cosa serve

La sinossi è un documento tecnico destinato all’editore o all’agenzia letteraria o all’editor.


È il testo che viene letto prima di aprire il manoscritto e deve rispondere a requisiti precisi.


In 1000–1500 battute al massimo (spazi inclusi) devi raccontare:

  • Dov’è ambientata la storia

  • chi è il protagonista o i protagonisti principali

  • qual è il conflitto centrale

  • quali sono gli snodi fondamentali della trama sfida/come viene affrontata o non affrontata, conflitti/come vengono risolti o non risolti)

  • come va a finire la storia

  • qual è il messaggio complessivo che questa storia vuole dare (la speranza muove le montagne, resistere e combattere paga, la giustizia non esiste, l’amore trionfa sempre, le sofferenze aiutano a crescere… ecc.)


Davanti alla dichiarazione “il finale va raccontato” molti autori inesperti storcono il naso e dicono: perché l’editore dovrebbe leggere un’opera che sa in partenza come va a finire?


L’editore non è un lettore che devi sorprendere. A lui interessa capire se l’intera storia regge, si chiude con un finale coerente, soddisfacente o sorprendente e se può incontrare il gusto del pubblico.


Le sinossi che si chiudono con una domanda (riusciranno i nostri eroi a…?) o con conflitti irrisolti (sul finale, Tizio risolverà il problema) è una sinossi incompleta, inutile e sbagliata.


Il cestino è lì che attende a bocca spalancata per accogliere la tua sinossi, insieme alla mail di presentazione e al file del manoscritto che non verrà nemmeno aperto.


La tua sinossi deve rispondere a queste domande.

  • la storia ha una struttura solida?

  • il conflitto è chiaro?

  • i personaggi evolvono?

  • il finale funziona?

  • il romanzo è vendibile?


Come deve essere scritta una sinossi

Una buona sinossi è scritta in terza persona, usa il tempo presente, va dritta al punto, non crea suspense e non usa frasi ammiccanti tipo: il conflitto si risolve dopo una serie di colpi di scena sorprendentiil finale lascia senza fiatouna storia che gli cambierà la vita.

 

L’errore più comune commesso dai neofiti è pensare alla sinossi come a un testo promozionale, che oscilla fra i il dico-e-non-dico e suscita curiosità.

Quella è la funzione della quarta di copertina.

 

Cos’è la quarta e a cosa serve

Ciò che in gergo viene definito solo quarta è la “quarta di copertina”.

Il nome completo già dice dove sarà posizionata: sul retro del libro, che è quello che tutti i possibili clienti leggono.


La quarta viene letta con l’obiettivo di capire se quel romanzo solletica la curiosità o l'interesse.


La quarta di copertina non racconta la trama, non spiega la storia e non racconta il finale. Serve a inquadrare il tema principale e i personaggi e a sollevare domande, insinuare dubbi, risvegliare curiosità, creare un’urgenza.


Davanti alla quarta, il lettore deve pensare: il tema mi interessa, chissà cosa succederà, come andrà a finire, perché quel personaggio si trova in quella situazione e cosa sceglierà di fare?


Come deve essere scritta una quarta

A meno che tu non sia un self-publisher, il problema di scrivere la quarta non ricade su di te. Sono gli editori ad occuparsi della stesura di questo testo, perché conoscono il mercato, sanno cosa funziona, sanno come posizionare quell’opera e sanno come parlare ai lettori.


In linea generale, ad ogni modo, la quarta di copertina è molto breve. Uno a due paragrafi al massimo, fra le 800 e le 1000 battute in tutto.


La difficoltà sta nel fatto che ogni parola deve lavorare per attrarre il lettore.


Le quarte di best-seller o di autori blasonati, spesso, non riportano niente di ciò che ho appena detto. In alcune, nemmeno si fa cenno all’argomento del romanzo o ai suoi personaggi.

In alcune trovi solo voci autorevoli che sostengono si tratti dell’ennesimo capolavoro (dice il Guardian, il New York Times l’ha definito, dice il tal critico letterario…).

In altre, c'è la faccia dell’autore. L’eventuale quarta è dentro le alette.

In altre ancora vengono riportate le copertine di tutti i best-seller che hanno preceduto quello che si presume entrerà a far parte della lista.


Queste sono le quarte di autori già arrivati, per i quali a vendere è la loro personale notorietà o la sequela di successi editoriali inanellati nel tempo.


Tu (o l’editore per te) devi scrivere una quarta a misura di lettore, che lo attiri come un fiore attira un’ape.


Riepilogando

Sinossi

  • destinatario: editore

  • scopo: valutare se l’opera funziona ed è di suo interesse

  • cosa racconta: tutta la trama incluso il finale


Quarta di copertina

  • destinatario: lettore

  • scopo: incuriosire, spingere a leggere quel libro

  • cosa racconta: un’idea evocativa e promozionale del contenuto di quel libro


Confondere sinossi e quarta significa parlare la lingua sbagliata alla persona sbagliata.

 

Che succede se scrivi una per l’altra?

Un editore che riceve una sinossi vaga, piena di suspense e non capisce se il romanzo funziona, passa oltre.

Un lettore che trova tutta la trama nella quarta di copertina, non ha più motivo di comprare quel libro.


Ora ti è chiaro perché sinossi e quarta sono strumenti diversi, con destinatari diversi e obiettivi opposti?

Distinguerli e a usarli bene è uno dei primi passi per muoversi con consapevolezza nel mondo editoriale.


Ricorda: scrivere bene è il primo passo. Il secondo è saper presentare al meglio il proprio lavoro.


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Chi è Eleonora Scali?

Laureata in lingue, ha lavorato per anni come addetta stampa. Scrive narrativa da quasi un ventennio. Ha pubblicato con vari editori indipendenti, fra cui Edizioni TriplaE e Tabula Fati del gruppo Solfanelli. Si è servita di editor e di agenzie (fra queste l'agenzia Beretta Mazzotta e Laura Ceccacci Agency). Ha intrapreso anche la strada del self-publishing e dei concorsi letterari (Premio Italo Calvino, Torneo Io Scrittore, Concorso Città di Como, Premio Giovane Holden, Premio Andersen e molti altri).

Per anni ha collaborato con il progetto ministeriale "Libriamoci a scuola" promuovendo la lettura negli istituti di ogni ordine e grado.

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