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Cosa scrivo nella mail di presentazione?

  • 2 mar
  • Tempo di lettura: 7 min

Il primo passo per sottoporre il tuo manoscritto a una casa editrice è la mail di presentazione.


Se non fa colpo quella, gli allegati (sinossi, manoscritto ecc.) non verranno nemmeno aperti.



In questo articolo spiego:

  • i pre-requisiti per selezionare l'editore da contattare

  • come strutturare la mail di presentazione

  • cinque caratteristiche essenziali della mail

  • cose da evitare assolutamente di scrivere


Pre-requisiti per selezionare l'editore da contattare


Verifica che il genere della tua opera corrisponda alla linea editoriale della casa editrice cioè: non mandare un thriller a chi pubblica poesie; non mandare un horror a chi pubblica romanzi rosa e così via.


La linea editoriale o le collane vengono specificate sui siti delle case editrici.


Verifica che la casa editrice sia effettivamente interessata a ricevere e valutare manoscritti.

Le case editrici specificano nel loro sito se le selezioni sono aperte o se il piano editoriale è al completo, e se esistono finestre temporali entro le quali è possibile inviare manoscritti.


Cosa scrivere nella mail di presentazione per proporsi a un editore


La lettera di presentazione è lo strumento per vendere te stesso, la tua arma di persuasione. È il tuo primo passo dentro la casa editrice.


Immagina di andarci fisicamente: la redazione è indaffaratissima e non ha certo bisogno di un altro aspirante autore rompiballe. Ha centinaia di manoscritti di emeriti sconosciuti ammucchiati in un angolo, pronti ad essere cestinati senza nemmeno essere letti.


È meglio dunque che tu e il tuo romanzo facciate colpo.

Il tempo a disposizione è di quindici secondi. La prima impressione, quella che conta.


Se ti ricevessero di persona, istintivamente cercheresti di essere educato, gentile, paziente, esaustivo e di parlare in tono pacato.

Ecco, questo è il giusto atteggiamento da adottare anche nella mail di presentazione che andrai a scrivere.


Struttura la mail in 3 paragrafi


L'oggetto: In una mail, quello lo leggono sempre tutti e gli fa decidere se aprirla o no.


La dicitura deve essere questa: PROPOSTA EDITORIALE, seguita da titolo dell’opera, genere e il tuo nome e cognome.


Il primo paragrafo deve essere come una stretta di mano, veloce ma sicura, che ispiri fiducia e interesse.


In due o tre righe al massimo devi essere in grado di presentare la tua opera in modo irresistibile. Una specie di spot, di slogan pubblicitario che colpisca immediatamente l’attenzione. 


Non dimenticare di menzionare il titolo dell’opera, il genere e il target al quale è destinata.


Supponiamo tu sia l’autore di “Pippi Calzelunghe”.

Ecco un esempio pratico:

Egregio Editore,

vorrei presentarle le avventure fantastiche di Pippi Calzelunghe, una dodicenne dai capelli rossi, che vive in una grande villa, in compagnia di un cavallo e una scimmietta, non va a scuola, ha una forza sovrumana e un baule pieno di monete d’oro.


Hai notato quanti dettagli è possibile dare in poche righe?


Sempre in questo primo paragrafo fornisci una motivazione alla scelta di inviare la tua opera proprio a quella casa editrice. 

Gli editori la apprezzano molto.


Restando sull’esempio di prima, potresti scrivere qualcosa del genere:

Il motivo per il quale vi propongo Pippi Calzelunghe è che i miei figli sono appassionati lettori della vostra collana di narrativa per ragazzi “Carta Bianca” che conosco e apprezzo da anni.


L’aggancio e le informazioni che hai dato in poche righe aiuteranno l’editore a capire immediatamente se il progetto che stai proponendo è di suo interesse o meno.


Se gli interessa, passerà a leggere il secondo paragrafo della tua lettera.


Il secondo paragrafo deve essere intrigante, deve catturare l'interesse.


Qui devi lavorare come se si trattasse di una quarta di copertina.

Dai un’idea della trama con un linguaggio pensato per intrigare. L’obiettivo è catturare l’interesse del lettore, non tanto rivelargli come si sviluppa o va a finire la storia.


Continuando con “Pippi Calzelunghe”, il secondo paragrafo potrebbe suonare così:

La storia si sviluppa a episodi nei quali Pippi, la protagonista, è sempre affiancata dai fratelli Tommy e Annika, suoi vicini di casa e dai fedeli Signor Nillson (la scimmietta) e Zietto (il cavallo a pallini neri). I cinque, insieme, vivono ogni giorno un’avventura diversa, piena di stramberie e situazioni inverosimili, ma anche di valori preziosi come l’amicizia, la generosità, il rispetto per la natura.


Questa descrizione vuole sottolineare l’aspetto fantastico e allo stesso tempo educativo della storia e stuzzicare la curiosità di sapere di quali strane avventure possa mai trattarsi.


Se riesci nell’intento, l’editore passerà a leggere il terzo paragrafo.


Nel terzo paragrafo parla di te come autore


Puoi menzionare eventuali tue credenziali, esperienze letterarie o pubblicazioni.

Se fai parte di un blog letterario, collabori a qualche rivista o circolo letterario, se hai fatto studi/corsi/seminari di narrativa.


Gli editori possono essere scettici nei confronti degli esordienti. Poter dimostrare di avere un certo bagaglio culturale, di aver pubblicato qualcosina, di impegnarsi da tempo nel settore, può essere un jolly in più.


Ciò che gli editori temono maggiormente è che l’esordiente sia un fuoco di paglia, ovvero che scritto il primo romanzo – magari anche buono, che vende – si sieda sugli allori o non sia in grado di produrre più niente:

  • perché non aveva altro da dire oltre quello che ha già scritto;

  • perché sopravviene il blocco dello scrittore;

  • perché scrivere è un mestiere faticoso e impegnativo e se uno non ha il tempo da dedicargli difficilmente sarà in grado di produrre una seconda opera nei tempi che l’editoria impone.


Cinque caratteristiche fondamentali della mail


Qualità: la mail deve essere scritta in un italiano corretto, senza errori di ortografia, grammatica o sintassi.


Gentilezza e professionalità: non dimenticare i saluti in apertura e chiusura.

Utilizza le formule più formali: Egregio signore, Spettabile casa editrice quando apri la mail e cordiali saluti, distinti saluti in chiusura.


Persuasione: Resta centrato sui tre punti che ho spiegato, perché se non riesci ad afferrare l’interesse dell’editore fin dalla prima riga della tua lettera, il tuo manoscritto finirà nel mucchio dei cestinati-senza-risposta.


Brevità: Ricordati i quindici secondi che hai a disposizione.

La tua lettera deve stare in 1000-1500 battute al massimo.

Deve essere di rapida lettura e centrata sull’obiettivo.


Dati di contatto: Non dimenticare di inserire in fondo alla mail: il tuo nome, cognome, indirizzo e recapiti telefonico, cellulare e e-mail.


Gli stessi dati ti consiglio di riportarli anche sulla copertina del manoscritto. Se ti stai chiedendo perché, significa che non hai letto il mio articolo "Copertina del manoscritto: cosa deve contenere e perché". Corri a recuperarlo.


Un consiglio: quando spedisci...

Rispetta modalità di spedizione, formato e allegati richiesti dalla casa editrice per l’invio dei manoscritti.


Queste variano da casa editrice a casa editrice. Qualcuna vuole l’intera opera in cartaceo, altre solo i file, altre ancora solo la sinossi più un piccolo estratto del romanzo.


Nota bene: per l’invio del cartaceo esiste la spedizione “piego di libri” che consente di spendere appena 1,28 Euro fino a 2 chili di peso. Trovi tutti i dettagli sul sito di Poste Italiane.


Cosa da evitare di scrivere


Se non vuoi finire fra i cestinati ancora prima di venir preso in considerazione, non scrivere queste cose:


NON citare come credenziali opere che ti sei autopubblicato, a meno che non abbiano venduto un significativo numero di copie (da 200 in su).


NON citare opere che hai pubblicato a pagamento.

Gli editori free sanno chi sono le CE che lucrano sull'ignoranza degli aspiranti scrittori e non vedono di buon occhio né chi mette in atto questa pratica (perché rovina il settore) né chi ci si assoggetta (perché significa che non sa come funziona il mondo editoriale).


NON farti vanto di aver vinto premi letterari di quint’ordine, tipo la Sagra delle Castagne di Tiziopippoli. Rischi di apparire un super-dilettante.


NON fare affermazioni del tipo:

  • ho già scritto cinque romanzi, sono anni che li propongo alle case editrici ma nessuno ha ancora colto il mio potenziale, oppure

  • scrivere mi viene naturale, l’ultimo romanzo l’ho buttato giù in una sola notte

  • ritengo di essere un buon autore… scrivo molto bene… il mio stile è unico, innovativo.


Se non hai proprio nessuna esperienza letteraria da esibire, meglio un onesto: Sono alla prima esperienza professionale, ma sto già lavorando a un secondo romanzo o al sequel di quest’opera.

Quest’ultima osservazione è importante perché dice che hai serie intenzioni di dedicarti al mestiere di scrittore e di continuare.


E adesso, armati di pazienza e... di umiltà


Tieni presente che gli editori spesso non rispondono affatto alle lettere se non sono interessati all’opera. 


Se dopo tre-sei mesi, non hai ricevuto alcuna risposta è inutile che solleciti o riscrivi all’editore riproponendo la medesima opera.


Puoi dirti che non era l’editore giusto (se non hai seguito le istruzioni al punto 1, è possibile), puoi dirti che quell’editore non ha capito il valore del tuo romanzo (è successo: l’autrice di Harry Potter ha preso diverse porte in faccia prima che qualcuno ne capisse il potenziale).


Puoi darti un milione di giustificazioni ma, secondo me, la prima domanda che devi farti è: ho scritto davvero qualcosa che la gente pagherebbe per leggere?


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Chi è Eleonora Scali?

Laureata in lingue, ha lavorato per anni come addetta stampa. Scrive narrativa da quasi un ventennio. Ha pubblicato con vari editori indipendenti, fra cui Edizioni TriplaE e Tabula Fati del gruppo Solfanelli. Si è servita di editor e di agenzie (fra queste l'agenzia Beretta Mazzotta e Laura Ceccacci Agency). Ha intrapreso anche la strada del self-publishing e dei concorsi letterari (Premio Italo Calvino, Torneo Io Scrittore, Concorso Città di Como, Premio Giovane Holden, Premio Andersen e molti altri).

Per anni ha collaborato con il progetto ministeriale "Libriamoci a scuola" promuovendo la lettura negli istituti di ogni ordine e grado.


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