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Perché non devi pagare l'editore

Hai appena ricevuto una proposta di pubblicazione da una delle tante case editrici che hai contattato e sul contratto hai trovato una clausola che prevede il pagamento di qualcosa.


Chiedi lumi in qualche gruppo social di scrittori e ti piovono addosso montagne di commenti che dicono soltanto: lascia perdere, non è un editore serio.


Nessuno però, ti spiega perché è meglio lasciar perdere.

Lo faccio io, perché solo se hai chiare le motivazioni di questo errore, puoi evitarlo.


Come lavora un editore tradizionale

L’editore guadagna sui libri che vende.


Il suo lavoro è individuare autori di valore, metterli sotto contratto e augurarsi che scrivano tanti altri bei libri.


L’editore si assume il rischio d’impresa, sarebbe a dire che finanzia personalmente la realizzazione del libro con tutto ciò che comporta: editing, revisione di bozze, impaginazione, grafica, assegnazione dell’ISBN, deposito legale dell’opera, stampa, distribuzione e vendita.


L’editore remunera l'autore con le royalties sulle copie vendute.


Perché esistono anche gli editori a pagamento?

Perché le persone con velleità da scrittore sono sempre di più.

Negli ultimi 10 anni, complice anche il periodo Covid, la crescita di scrittori improvvisati è stata esponenziale.


Tuttavia, scrivere è un conto, trovare un editore disposto a investire su di te è un altro, e molti autori odiano le selezioni, i rifiuti e i silenzi degli editori.


Ecco perché sono nati e proliferano gli editori a pagamento (in gergo EAP). Loro pubblicano qualsiasi cosa pur di incassare in anticipo dall'autore.


Le EAP sono subdole. Non dichiarano apertamente di pretendere denaro dagli autori.

La sorpresa la trovi solo al ricevimento della proposta di contratto.


Inoltre, le EAP sono esperte nel circuire gli autori. In qualche modo, finiscono per convincerti che pagare per pubblicare è la prassi.


In che modo chiedono soldi?

Usano le motivazioni più varie, molte delle quali possono suonare logiche a uno scrittore inesperto:


  • contributo alle spese di stampa e lo scrittore inesperto pensa: stampare i libri costa. Carta, impaginazione, tipografia, realizzazione della copertina… è ovvio che non possa essere tutto gratis. Il totale sarebbe X, ma la casa editrice mi chiede solo X-y. Un affare!

  • fornitura di copie-autore e lo scrittore inesperto pensa: mi stampano il libro gratis, lo distribuiscono e mi pagano una percentuale per le copie che venderò. Io devo solo acquistare tot copie. Le smercerò in un baleno e recupererò l’investimento. Un affare!

  • servizio di editing e lo scrittore inesperto pensa: è il primo libro che scrivo, avrà sicuramente bisogno di qualche correzione. Non voglio pubblicare un romanzo con degli errori. Me lo sistemano loro per la modica cifra di X. Un affare!

  • spese promozionali  e lo scrittore inesperto pensa: Se non promuovo il libro, sarà difficile venderlo. Già me lo pubblicano gratis, vale la pena investire X per la campagna pubblicitaria. Farò un affare!


Di che cifre parliamo?

Le cifre richieste dalle case editrici a pagamento vanno da 600-700 a euro fino a 3000, 5000 e anche oltre.


Se sei un autore acculturato, nel senso che conosci il settore, appena vedi una richiesta di denaro cestini il contratto.


Ma se sei uno che di editoria non sa proprio niente, ti verrà spontaneo pensare che qualche centinaio di euro per realizzare il tuo sogno sia ben poco!


Qual è il vero lavoro delle EAP?

Invece di vendere libri, questi editori vanno a caccia di autori-paganti perché gli fanno guadagnare tanti soldi, subito, con un margine di guadagno altissimo e senza nessun rischio.


I veri costi per una casa editrice, quelli che pesano sul bilancio, sono la selezione, l'editing e la distribuzione e le EAP non fanno niente di tutto ciò.


In genere, si limitano a stampare un tot di copie cartacee e a consegnarle all'autore.


Sei comunque pronto a pagare l'editore pur di vedere il tuo libro pubblicato?

Allora, ti spiego perché non dovresti.


Perché ti sconsiglio di pagare l'editore

Se firmi un contratto che prevede qualche forma di pagamento, in pratica stai sollevando l’editore dal rischio d’impresa. Lui inizierà a produrre il tuo libro solo quando avrà in mano i tuoi soldi.


E come pensi che lo farà? Investendoci il massimo delle energie e delle risorse?


Certamente, no.

Perché l’azienda editore-a-pagamento non guadagna dai libri ma dagli autori e per trarre il massimo del profitto dalla cifra che questi gli versano, produce l’opera col minimo delle spese, vale a dire: impaginazione, copertina e stampa di un limitato numero di copie.


Anche se quella casa editrice sul contratto ha promesso editing, revisione di bozze, tiratura, distribuzione in libreria eccetera non farà niente, perché queste attività costano e lui sa già che quel libro non lo deve vendere.


Le uniche copie che stamperà le hai già comprate tu e pagate in anticipo.


All'editore che incassa in anticipo dall'autore non interessa di che libro si tratta o come è scritto. Siccome non lo deve vendere, il più delle volte nemmeno lo legge!


Quindi, non distribuirà il tuo libro, né stamperà altre copie a parte quelle che ti ha consegnato a casa.


Ciò significa che non riceverai nemmeno royalties.


L'editore avrà ovviamente previsto le royalties sul contratto. Spesso le EAP ne offrono anche di più alte della media per invogliare gli autori a firmare.

Ma lo fanno, perché sanno in partenza che difficilmente l’autore ne maturerà. A casa ha una tonnellata di libri da vendere per conto suo.

Ammesso che riesca a smerciarli tutti, probabilmente saturerà la cerchia di amici, parenti e conoscenti disposti ad acquistare il suo libro e l'editore non dovrà produrre e distribuire altre copie.


L'editore ha concluso il suo lavoro incassando dall'autore.

Il suo prossimo incarico è reclutare un altro autore da spennare.


Gli editori a pagamento sono truffatori?

La domanda nasce spontanea: ma se lavorano così, gli editori a pagamento non dovrebbero essere considerati dei truffatori e fermati?


No. Tecnicamente, non sono truffatori.


Si tratta di società regolarmente registrate nell’albo degli editori, che stampano libri, fatturano quello che vendono e ci pagano le tasse.


Sui contratti di edizione, che propongono agli autori, non nascondono il fatto che c’è qualcosa da pagare. Le formule sono le più varie - come ho già spiegato - ma non hanno niente di illegale.


Firmare un contratto con questo tipo di editori è una libera scelta dell'autore.

Sbagliata, a mio modo di vedere, ma libera.


Sbagliata anche perché...


Pubblicare con una EAP ti rovina la reputazione

Gli editori tradizionali vedono le EAP come fumo negli occhi perché non rischiano niente economicamente (si fanno pagare dagli autori) e inondano il mercato di libri spazzatura (non selezionati, non editati, spesso illeggibili).

Questo comportamento va a danno dell'intero settore. Crea sfiducia perfino nei lettori!


Gli editori tradizionali sanno perfettamente chi sono i loro scorretti concorrenti e se tu ti presenti a un editore dicendo di aver già pubblicato con una nota EAP, il tuo libro non viene visto come sinonimo di esperienza, come una stelletta da appuntarsi sul petto. Ti dipinge come un dilettante allo sbaraglio.


L’omertà degli autori danneggia tutti quanti

Ciò che crea alla nostra categoria di scrittori ancor più danno dell'editoria a pagamento, è il silenzio di coloro che cadono in questa trappola o, peggio, la ferma negazione di esserci caduti. 


Capisco che ammettere di aver sbagliato possa essere doloroso, ma negare di aver pagato l'editore quando è arcinoto che quello è un editore a pagamento è inutile, controproducente e perfino ridicolo.


Silenzio e negazione fanno sì che gli editori a pagamento continuino a proliferare e a guadagnare sulle spalle di autori male informati.


Per questo dico sempre che aiutarsi fra autori, aiuta.


Riassumendo:

Non devi pagare l'editore perché:

  1. non è la prassi. Gli editori investono sugli autori e li pagano. Non chiedono loro denaro.

  2. otterrai un prodotto scadente.

  3. il tuo libro non verrà promosso né distribuito.

  4. non vedrai il tuo libro sugli scaffali delle librerie. E' probabile che le librerie si rifiutino perfino di ordinare il tuo libro.

  5. difficilmente percepirai royalties sulle vendite.

  6. ti rovinerai la reputazione. Agli addetti ai lavori risulterà chiaro che sei stato pubblicato perché hai pagato, non perché il tuo libro vale.


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Chi è Eleonora Scali?

Laureata in lingue, ha lavorato per anni come addetta stampa. Scrive narrativa da quasi un ventennio. Ha pubblicato con vari editori indipendenti, fra cui Edizioni TriplaE e Tabula Fati del gruppo Solfanelli. Si è servita di editor e di agenzie (fra queste l'agenzia Beretta Mazzotta e Laura Ceccacci Agency). Ha intrapreso anche la strada del self-publishing e dei concorsi letterari (Premio Italo Calvino, Torneo Io Scrittore, Concorso Città di Como, Premio Giovane Holden, Premio Andersen e molti altri).

Per anni ha collaborato con il progetto ministeriale "Libriamoci a scuola" promuovendo la lettura negli istituti di ogni ordine e grado.




 
 
 

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