Libro pubblicato: ora mi rilasso.
- 22 mag
- Tempo di lettura: 5 min

Hai appena pubblicato il tuo primo libro e pensi: ora mi rilasso. Basta scrivere, scervellarsi, rileggere, correggere.
C'è tempo per pensare a un secondo romanzo.
Allora ti chiedo:
scrivere per te è un hobby?
Questa resterà la tua unica pubblicazione?
No? Allora, non hai tempo per rilassarti. Devi rimetterti subito al lavoro.
Entro massimo 365 giorni da quel libro, devi farne uscire un altro.
Il pubblico dimentica in fretta perfino i libri dei grandi, figurarsi quelli di un neo-autore.
Non lo dico io ma le statistiche.
Per farti un nome come scrittore e pubblicare nuovamente devi far uscire almeno 1 libro all’anno. Se avessi alle spalle un grande editore, sarebbe lui stesso a metterti pressione e a dettarti le tempistiche.
Il tuo è un piccolo editore e non lo fa?
Ci devi pensare da solo. Per questo ti servono metodo e disciplina.
Il metodo è progettare
Appena hai finito di scrivere il primo libro, inizia a pensare a quello successivo.
Io, per esempio, non scrivo una parola senza aver fatto prima un’accurata progettazione.
I motivi sono tanti.
Creo sempre storie molto articolate, con tanti personaggi e avvenimenti e tocco più di un argomento. Senza uno schema ben studiato, perdere in filo della narrazione sarebbe un attimo.
I miei romanzi hanno spesso note gialle, thriller e drammatiche. Sono disseminati di indizi che devono essere ben nascosti al lettore ma che, alla fine, devono andare tutti al loro posto. Non posso permettermi di perdere un solo dettaglio per strada.
Negli anni (oggi sono 20 da quando ho iniziato a scrivere romanzi), ho imparato che è più facile e rapido buttare giù la prima stesura di un romanzo sapendo esattamente cosa scrivere ogni giorno, in ogni singolo capitolo.
Inoltre, uno schema preciso evita il blocco dello scrittore o indecisioni su come procedere nella stesura.
In fase di progettazione studio a tavolino l’alternanza dei personaggi, la successione dei colpi di scena, in quali punti seminare indizi, dove far rilassare il lettore e dove, invece, dargli la scossa adrenalinica che lo incuriosisce e lo spinge a continuare a leggere.
Così, quando scrivo, non devo preoccuparmi di questi aspetti e tutto fila via liscio e facile.
Vuoi sapere come progetto un romanzo?
Appena ho la storia in testa a grandi linee inizio a raccontarmela. Lo faccio ad alta voce, come se la stessi spiegando a qualcuno. E mi registro sul cellulare.
Questa operazione può richiedere anche settimane.
Riascolto poi gli audio uno dietro l'altro.
Se la storia fila, trascrivo la trama sul computer in modo sintetico e lineare.
A questo punto, progetto lo svolgimento, perché non è detto che la storia debba essere raccontata in modo lineare. Può partire da un evento drammatico che si trova temporalmente a metà della vicenda (o alla fine, addirittura) e poi tornare indietro nel tempo, per esempio.
Per fare questa operazione uso un tabellone (di circa 1 metro per 1 metro).
Su dei post-it scrivo i personaggi: nomi, caratteristiche fisiche e comportamentali, ruolo eccetera e li incollo in cima al tabellone, così da averli sempre tutti a portata d’occhio.
Su altri post-it scrivo i punti salienti della trama (cosa succede e quando, per capirsi).
Poi li posiziono sul tabellone ordinandoli in modo che la storia abbia il giusto ritmo di colpi di scena, passaggi descrittivi, parti dialogiche, introduzione dei personaggi e così via.
Il tabellone così completo si legge da sinistra a destra e riga per riga, come fosse un libro.
La disciplina è scrivere ogni giorno (sapendo a priori cosa)
Chi scrive per mestiere ha una ferrea routine di scrittura, perché scrivere diventa un lavoro, come nel mio caso.
Lo spiega molto bene Stephen King nel suo “On writing”.
King paragona la routine di scrittura a una forma di autoipnosi, nella quale si abitua la mente a diventare creativa a comando.
Lui dice di porsi un obiettivo quotidiano rigido (1.000 parole, suggerisce) e di non alzarsi dalla scrivania finché non è stato raggiunto. Intorno, non esiste altro, nessuna distrazione. Non bisogna nemmeno rileggere – consiglia King – perché contribuirebbe a perdere di vista l’obiettivo.
Col tempo, sono arrivata a fare esattamente ciò che consiglia il grande genio.
Grazie allo schema che ho creato in partenza, ogni giorno so cosa devo scrivere, a che punto della stesura sono, come devo andare a chiuderla e… non rileggo.
Ti giuro, non rileggo niente finché non sono arrivata in fondo.
Però, scrivo ogni giorno.
Solo così, riesco a tenere il filo della storia. Sempre. Anche quando dormo! (ah, ah).
Tutto questo, fino alla parola FINE. Che poi, se vuoi sapere la verità, non ho mai scritto “fine” in nessuno dei romanzi. Nemmeno sul file di word.
Grazie a questo sistema, in 1 anno riesco a progettare il romanzo, buttare giù la prima stesura, rileggere, rivedere, presentare il romanzo all’editor, lavorare con lui/lei per alcuni mesi, passare sotto la revisione di bozze, impaginazione, ennesima rilettura e via verso la pubblicazione.
Progettare serve anche per pubblicare
Veniamo all'argomento principe di tutti i miei articoli: la pubblicazione.
Un romanzo ben progettato in partenza ha molte più possibilità di trovare un editore per questi motivi:
Sarà una storia solida e con un suo perché (sennò, che diavolo hai progettato?)
Non avrà buchi di trama o incongruenze narrative, i problemi tipici dei romanzi senza un progetto.
Avrà una buona qualità di scrittura e il tuo stile personale. Se parti da una storia solida, puoi concentrarti su questi aspetti. Diversamente spenderai un sacco di tempo solo a risolvere problemi di trama o di personaggi a cui non avevi pensato in partenza.
Fra un romanzo concepito con criterio ma con qualche incertezza di stile e un romanzo scritto bene ma con una struttura che fa acqua da tutte le parti, un editore propende per il primo, perché con un buon editing può metterlo a posto. Il secondo, invece, andrebbe riscritto di sana pianta.
Ora, ti è chiaro perché scrivere a sentimento, senza un progetto predefinito, può diventare un limite alle tue possibilità di pubblicazione?
Articoli di approfondimento
Impara anche a pubblicare nel migliore dei modi.
La guida completa per pubblicare.
Accompagnato da 26 audio-lezioni e 14 dispense, questo libro ti guiderà verso la strada di pubblicazione migliore per te, risparmiandoti errori e fregature.
Dentro ci trovi 20 anni di esperienza come scrittrice.
Tutto quello che racconto, l'ho vissuto sulla mia pelle e non nascondo verità anche scomode.
Se sei capitato su questo articolo per caso:
iscriviti al TomTom per pubblicare, la newsletter settimanale che ti avvisa di ogni nuovo articolo che pubblico
iscriviti ai corsi gratuiti. Sono 7 audio-lezioni ciascuno, che puoi ascoltare quando vuoi e quante volte vuoi.
Ne hai due a disposizione.
Corso base: illustra tutte le strade di pubblicazione con pro e contro
Corso avanzato: spiega le strategie di pubblicazione e promozione.
----------------------------------------------------
Chi è Eleonora Scali?
Dopo la laurea in lingue, ho lavorato per anni come addetta stampa. Scrivo narrativa da quasi un ventennio. Ho pubblicato con vari editori indipendenti (Edizioni TriplaE, Tabula Fati del gruppo Solfanelli, Il Riccio, Del Miglio Editore, Lettere Animate, Historica Edizioni, Epigraphe). Mi sono servita di editor e di agenzie (fra queste l'agenzia Laura Ceccacci e Beretta Mazzotta). Ho intrapreso anche la strada del self-publishing (io ho scelto Youcanprint) e dei concorsi letterari (Premio Italo Calvino, Torneo Io Scrittore, Concorso Città di Como, Premio Giovane Holden, Premio Andersen e molti altri).
Per anni ho collaborato con il progetto ministeriale "Libriamoci a scuola" promuovendo la lettura negli istituti di ogni ordine e grado.
Il mio manuale Tutto quello che devi sapere per pubblicare un libro è stato giudicato una guida eccellente dalla Università di Barcellona - Facoltà di Informazione e Mezzi Audiovisivi
In questo blog fornisco consigli agli aspiranti scrittori, racconto di me stessa come donna e come autrice e dei miei romanzi.











Commenti