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Reality diseducativi

Aggiornamento: 18 apr

Mi chiedono spesso: come ti è venuta l'idea per quel romanzo?

L'ispirazione mi viene curiosando.

Leggo molto e di tutto, osservo il mondo che mi circonda, mi documento e guardo anche tanta televisione.

Spazio dai film ai cartoni animati, dai programmi di inchiesta ai talent-show, seguo tanti telegiornali e documentari su qualsiasi argomento: natura, animali, ingegneria, architettura, archeologia, geologia, scienza e fenomeni soprannaturali.

Non disegno nemmeno i reality-spazzatura. Così li ho battezzati dopo averne scoperti parecchi, secondo me, inutili e diseducativi. Eppure, vanno in onda da anni, alcuni sono seguiti da schiere di fan, dunque fanno parte del nostro tempo, della cultura dell'oggi e, dato che mi identifico come una scrittrice del "nostro tempo", non potevo esimermi dal toccare anche questo fenomeno.

Studio questi reality alla stregua di un entomologo che esamina un nuovo, insolito insetto: mi incuriosiscono principalmente le dinamiche sociali fra i partecipanti e certi loro comportamenti per me incomprensibili.

Fatico a comprendere il successo di produzioni come Geordie Shore, Riccanza, Ex on the Beach o Le sorelle Kardashian, tuttavia so di gente che ucciderebbe per prendervi parte e che ammira i protagonisti di questi show come idoli e modelli da imitare.


Cosa c’è di ammirevole nel saltare da un letto a un altro, ubriacarsi, vomitare, litigare e insultare?

Perché essere fan di qualcuno che si vanta dei soldi che possiede, del proprio fisico, dei numero di tatuaggi e piercing che sfoggia, dei brand che indossa? Di qualcuno che si vanta perfino della propria ignoranza o di non aver mai lavorato un giorno nella vita?

Risposte non ne ho, ma in questo reality-world ho trovato tanta materia sulla quale scatenare la mia fantasia letteraria.


Così è nato il romanzo #Ciaopoveri.

Dopo aver osservato a lungo i protagonisti di Riccanza, così superficiali, ignoranti, inetti, sbruffoni eppure pieni di se stessi, mi sono chiesta:

cosa succederebbe se, all’improvviso,

la loro pigra e scintillante vita venisse stravolta?

Ho creato quindi dei personaggi a immagine e somiglianza di quei giovani miliardari italiani e li ho scaraventati in un delirio di difficoltà e problemi. Se volete scoprire come hanno reagito, non vi resta che leggere #Ciaopoveri (che è solo il primo capitolo di una trilogia).

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Ciao, sono Eleonora Scali

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