Cosa significa pubblicare in crowdfunding?
- 4 giorni fa
- Tempo di lettura: 6 min

In tempi recenti, si è diffusa la formula della pubblicazione in crowdfunding.
Con questo sistema, l’autore NON paga l’editore per pubblicare, ma per come la vedo io è come se lo facesse.
In questo articolo spiego:
in cosa consiste la pubblicazione in crowdfunding
quali sono gli handicap per l'autore
com'è la qualità di questo tipo di pubblicazioni
le clausole contrattuali a cui prestare attenzione
In cosa consiste la pubblicazione in crowdfunding
In estrema sintesi con un contratto di edizione in crowdfunding, l’editore X si impegna a pubblicare gratuitamente il tuo libro se riesce a pre-venderne almeno un tot di copie (di solito dalle 200 in su) entro una determinata scadenza temporale, prima ancora che il libro venga pubblicato.
Gli handicap per l'autore
Probabilmente stai pensando: Dove sta il problema? In questo modo, a me, pubblicare non costerà nulla.
Impegno e stress
È vero, ma il grosso dell’impegno per far conoscere il libro, promuoverlo e convincere delle persone a comprarlo, sebbene non sia ancora stato stampato (e nemmeno vi sia la certezza che lo sarà), ricadrà sulle tue spalle.
L'editore non si sbatterà certo a vendere il tuo libro perché lui non sta rischiando niente.
Se la pre-vendita funziona, lo stamperà, altrimenti no. Sta lì e aspetta che tu ti dia da fare.
Tu autore, invece, sei super motivato a vendere il numero di copie pattuite, perché a te interessa moltissimo pubblicare.
E ti farai un mazzo tanto per riuscirci.
Tanto sforzo e ritorno economico minimo
Dopo esserti tanto impegnato nella pre-vendita, con la spada di Damocle della scadenza temporale e del numero minimo di copie sul capo, su quelle copie che TU hai venduto a prezzo di copertina TU guadagnerai solo la percentuale in royalties, il resto resterà in mano all'editore.
Numeri alla mano, se il libro che hai pubblicato ha un prezzo di copertina di 15 euro e le copie che hai dovuto piazzare in anticipo sono 200, il risultato è:
che tu ti metti in tasca royalties del 5-10%, nel migliore dei casi forse un 15%, sui 15 euro del prezzo di copertina = fra 0,75 centesimi e 2,25 euro a copia. Per un totale che oscilla fra 150 e 450 euro.
l'editore (tolte le spese di stampa, che non sono poi così esose) intasca fra i 12 e i 14 euro a copia. Per un totale che oscilla fra 2.400 e 2.800 euro.
Una bella differenza, non credi?
Ma la fatica l'hai fatta tutta tu.
A questo aggiungi che, oltre a non aver rischiato e anticipato un euro di tasca propria, l'editore non avrà necessità di investire nella promozione e nella distribuzione, perché le copie che ha previsto di stampare le hai già vendute tutte tu.
E, se non lo sai, la distribuzione assorbe mediamente il 60% del prezzo di copertina!
Ma l'editore in crowdfunding se lo risparmia quel costo.
Mi viene spontanea una considerazione: se sei così bravo da vendere 200 copie del tuo libro (e per uno scrittore ancora sconosciuto sono tante, credimi), senza nemmeno che il libro esista, dovresti prendere in considerazione il self-publishing.
Lo sforzo promozionale che devi fare è lo stesso, ma i margini di guadagno sono molto più alti.
Qualità delle pubblicazioni
Non voglio fare di ogni erba un fascio, tuttavia di opere pubblicate in crowdfunding ne ho lette diverse, e posso dirti che che la qualità lascia a desiderare sia per quanto riguarda l'editing sia per quanto riguarda l'impaginazione e la qualità della carta.
In un paio di libri che mi sono capitati in mano, l'editore è andato al risparmio perfino sulla dimensione dei caratteri!
Font più piccolo = meno pagine = meno carta = meno costi.
Il motivo è presto detto.
L'azienda-editore-in-crowdfunding ha tutto l'interesse a trarre il massimo del profitto dalla cifra che ha già incassato (grazie a te e senza rischiare niente) e questo "massimo" lo si ottiene producendo l'opera col minimo delle spese.
Per questo tipo di editori il cliente sei tu autore, che ti occupi di vendere il tuo libro, non il lettore. Né più né meno ciò che accade con le case editrici a pagamento.
Clausole contrattuali a cui prestare attenzione
I contratti in crowdfunding, almeno quelli che ho avuto modo di esaminare io, sono concepiti a step: in un arco temporale prestabilito, vengono posti obiettivi diversi con promesse di incentivi da parte dell’editore.
Ti porto esempi tratti da contratti che ho letto.
Se raggiungi la pre-vendita di 200 copie, la casa editrice promette una serie di attività promozionali e di distribuzione.
Se l’obiettivo supera le 300 copie, alle attività iniziali, l’editore ne aggiunge altre. E così via.
È una specie di gara a premi. Ma il vero premio lo vince l’editore, perché chi ha il massimo interesse a vedere il libro sei tu, autore e, dunque, incentivato anche dai benefit legati agli obiettivi ti sbatterai dieci volte tanto.
Ad ogni modo, se nonostante tutto ti senti pronto a intraprendere la strada del crowdfunding, ti consiglio di spulciare attentamente il contratto, perché ne ho letti alcuni composti anche da 20 pagine e più.
Se non li esamini parola per parola e non sei ferrato in materia, comprenderne ogni sfumatura è davvero complicato.
Clausole sfavorevoli all’autore che ho letto su questo tipo di contratti sono:
se non raggiungi il numero di copie stabilite nella campagna di preordini, tocca a te pagare la differenza di costo per la stampa delle altre copie;
ti viene preclusa la possibilità di acquistare copie del tuo libro con sconto-autore per farne ciò che vuoi (regalarle, distribuirle a book-blogger, venderle nel corso di presentazioni dal vivo);
se il tuo libro fa davvero il botto e supera un certo numero di copie, sei automaticamente soggetto al diritto di opzione e/o prelazione da parte dell’editore con cui hai firmato.
Non mi dilungo qui a spiegare in cosa consistono i diritti di opzione e prelazione. Ne ho parlato ampiamente nell’articolo dedicato ai contratti di edizione, che trovi qui.
Si tratta comunque di clausole assolutamente NON convenienti per l’autore, che sarebbe meglio evitare di sottoscrivere.
Concludendo
La pubblicazione in crowdfunding è una strada che, personalmente, non consiglio.
Sei comunque libero di sceglierla, l'importante è che tu sia consapevole di cosa comporta.
Spero, con questo articolo, di averti chiarito le idee.
Ti saluto e ti ricordo che: pubblicare è una cosa seria e non va mai fatta alla leggera.

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Chi è Eleonora Scali?
Laureata in lingue, ha lavorato per anni come addetta stampa. Scrive narrativa da quasi un ventennio. Ha pubblicato con vari editori indipendenti, fra cui Edizioni TriplaE e Tabula Fati del gruppo Solfanelli. Si è servita di editor e di agenzie (fra queste l'agenzia Beretta Mazzotta e Laura Ceccacci Agency). Ha intrapreso anche la strada del self-publishing e dei concorsi letterari (Premio Italo Calvino, Torneo Io Scrittore, Concorso Città di Como, Premio Giovane Holden, Premio Andersen e molti altri).
Per anni ha collaborato con il progetto ministeriale "Libriamoci a scuola" promuovendo la lettura negli istituti di ogni ordine e grado.
L'università di Barcellona, Facoltà di Informazione e Mezzi Audiovisivi, ha giudicato il suo manuale Tutto quello che devi sapere per pubblicare un libro una guida eccellente.
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