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Pillola #5 agenzie letterarie: cosa fanno? servono davvero?

Aggiornamento: 1 mar


Le agenzie letterarie in Italia non sono talent scout come vengono rappresentate nei film americani, non leggono qualunque cosa ricevano nella speranza di scovare un capolavoro da proporre a qualche editore.


Le agenzie letterarie sono aziende di servizi e non lavorano gratis


Vediamo in dettaglio come funzionano, cosa fanno e quanto costano.

In un’agenzia letteraria di solito lavora un pool di persone con compiti diversi: c’è chi si occupa di valutazione dei manoscritti, chi di editing, chi di correzione di bozze; c’è lo staff specializzato in contrattualistica e questioni legali, e quello contabile e amministrativo. Una struttura articolata dunque e quindi costosa.


I servizi offerti, in linea generale sono tre: 1) valutazione dei manoscritti, 2) editing & correzione di bozze, 3) rappresentanza. Alcune agenzie propongono anche servizi di grafica, corsi di scrittura, ghostwriting, assistenza alla pubblicazione in self, tutoring ecc. Ma restiamo sui tre principali, che sono quelli che ci interessano maggiormente.


Trovato l’agente, trovato l’editore


Se stai pensando di puntare direttamente a farti rappresentare da un’agenzia, scordatelo. Nessuna agenzia con un portfolio di successi editoriali e contatti con CE di alto profilo accetterà mai di rappresentare un emerito sconosciuto (nemmeno dietro pagamento) senza aver prima valutato la qualità del suo romanzo e averlo editato.

Ma, ti ricordo, che valutazione e editing hanno un costo.


Esistono eccezioni?

Certo. Se sei una star del calcio, una nota attrice, il primo ballerino della Scala o un ex camorrista pentito e hai scritto la tua biografia, o meglio, te la sei fatta scrivere da un giornalista o da un ghostwriter (così funziona di solito), è possibile che l'agenzia accetti di rappresentarti senza farti pagare niente prima, perché punta sulla tua popolarità per piazzare l’opera a qualche editore.


Sei un signor Nessuno? Ecco l'iter che dovrai seguire.


Per prima cosa dovrai chiedere all’agenzia una scheda di valutazione o di lettura (viene chiamata in modi diversi). Il costo varia in funzione del numero di battute e di agenzia in agenzia, ma indicativamente oscilla fra 150 e 400 euro. Quello che riceverai è una dettagliata analisi del tuo testo in due, tre, a volte anche una decina di cartelle dattiloscritte.


In cosa consiste la scheda di valutazione


I punti presi in esame sono:

La trama: funziona o non funziona? Ci sono punti poco chiari? Quali? È stata sviluppata in modo coerente? è possibile che ti vengano forniti anche suggerimenti per sistemarla.

I personaggi: sono ben caratterizzati? Identificabili? Suscitano empatia nel lettore? Sono credibili nel loro ruolo? Il loro modo di esprimersi è coerente con la personalità?

Ambientazione: anche questo aspetto, in genere, viene analizzato e vengono segnalate eventuali incongruenze. In un romanzo ambientato nell'Ottocento, ad esempio, verranno evidenziate qualsiasi inesattezze o imprecisioni su quel periodo storico.

Scrittura e stile: il valutatore esprimerà il suo giudizio sulla qualità di scrittura (fluidità, linguaggio, sintassi, orografia) e anche sul personale stile dello scrittore, sempre che ne abbia uno.

Parere generale sull’opera: La scheda si concluderà con un giudizio complessivo finale che può andare dalla stroncatura totale, al consiglio di rimetterci mano e provare a riproporlo, fino a una valutazione positiva ma in necessità di editing.

Se ricadessi in quest’ultima, fortunata, categoria, l’agenzia si offrirà di editare il tuo testo. A pagamento, chiaro. E senza garanzia che poi verrai rappresentato.

Ma se non sei interessato Puoi anche fermarti qui, e iniziare a mettere a posto il tuo testo sulle indicazioni della scheda di valutazione.


Salto la valutazione e punto subito all’editing

Non ti dico che è impossibile, ma è molto improbabile.

In genere, le agenzie letterarie di un certo prestigio, non si prendono in carico un testo da editare senza averlo letto prima. E siccome non fanno niente gratis, l’unico modo per farsi leggere è “la scheda di valutazione”. Un cane che si morde la coda, sì, lo so.


Come funziona l’editing?


In rete leggo tanta confusione da parte degli aspiranti scrittori su cosa sia esattamente l'editing e se serva o meno.

Faccio un po' di chiarezza una volta per tutte.

L’editing è un processo lungo, complesso e basato sulla reciproca fiducia e sulla disponibilità al dialogo.

Che ti affidi a un'agenzia o un editor freelance la metodologia di lavoro, di solito, è questa:


Prima fase dell'editing

  1. Prima ancora di iniziare a editare il tuo romanzo, l'editor si legge la sinossi e il manoscritto per intero (se non sai come si scrive una sinossi, consulta il mio articolo qui) così da farsi un'idea complessiva del tuo lavoro e del tuo modo di scrivere.

  2. Quando ha in testa il quadro generale dell’opera, inizia ad analizzarla pagina per pagina. Utilizzando la funzione “revisione” di Word, l’editor inserisce le correzioni (grammatica, sintassi, ortografia, vocaboli ecc.) e note a margine in cui ti spiega, ad esempio, perché un certo passaggio non funziona oppure perché andrebbe eliminato. Nelle stesse note, ti fornisce anche indicazioni su come rimettere a posto il testo. Questa prima fase del lavoro, mediamente, richiede un mese, un mese e mezzo (dipende dalla lunghezza del testo e da quanti sono gli interventi necessari).

A questo punto, l’editor ti rispedisce il file di word con le sue annotazioni.


Il tuo testo è un cimitero di errori? No panic!


Ti consiglio di non farti prendere dallo sconforto, se visivamente il tuo manoscritto apparirà un cimitero di segni e di note. È abbastanza normale che sia così. Ricordo ancora le mie prime volte. Sarei scoppiata a piangere…

Qui sotto ti mostro come appare visivamente un testo editato. In ogni pagina vedi a sinistra il testo del manoscritto preso in esame e nella colonna di destra (in azzurro) le annotazioni dell'editor.

Scorri il carosello per vedere altre immagini.

Armati di pazienza, esamina un punto alla volta e mettilo a posto pensando soltanto che stai lavorando per dare al tuo romanzo la miglior veste possibile e che chi ti segue in questo lavoro è un professionista e sa il fatto suo.

Terminato l'editing, tutte le annotazioni a margine vengono eliminate con un semplice comando di Word.


E se non sono d’accordo con l’editor?

Il rapporto con l'editor è fatto anche di scontri e discussioni. È possibile che su alcune sue correzioni o osservazioni, tu non ti trovi d’accordo. In quel caso, scrivi dentro le medesime note a margine, su cosa non sei d’accordo e soprattutto perché. Un bravo editor tiene conto delle tue obiezioni. Se necessario, è disponibile anche discuterne a voce.

Per esperienza, ti dico che sulle correzioni, nella maggior parte dei casi, ha ragione lui. Quanto alle osservazioni, il suo parere, per quanto professionale, non è insindacabile e l’ultima parola spetta a te autore. Se la vedi in modo totalmente opposto, sei libero di mantenere il tuo testo così com’è. Te ne assumi la responsabilità nel bene e nel male, però.


Sintonia e collaborazione: le basi del rapporto autore/editor


Affidarsi a un editor è come compiere una corsa insieme, con lo stesso passo e l'intenzione di raggiungere la stessa destinazione.

Ma se tu e l’editor vi trovate, fin dal principio, in disaccordo su troppe cose o, peggio, non siete d'accordo su nulla e continuate a scontrarvi, probabilmente non siete ben assortiti.

Forse non siete in sintonia o tu non riponi abbastanza fiducia nei suoi confronti; o ancora, non sei pronto a metterti in discussione, fatichi ad accettare consigli e critiche.

In tal caso, è meglio interrompere il rapporto. Tanto non porterà a nulla.


Seconda fase dell’editing


Quando hai rimesso a posto il manoscritto secondo le indicazioni dell’editor, glielo rimandi per un ulteriore esame. Può essere che vada bene la prima oppure sia necessario un secondo passaggio. Molto dipende dalla sintonia di cui ho parlato sopra e dalla tua capacità di recepire i suggerimenti e rielaborare il testo.


Un editor che riscrive il tuo testo?

Scappa a gambe levate.

Se dovessi incappare in un editor che invece di fornirti suggerimenti e osservazioni, ti riscrive frasi, paragrafi o intere pagine, chiudi subito il rapporto. Un editor professionista non si permetterà mai di fare una cosa del genere, perché a quel punto la voce narrante e lo stile sarebbero i suoi non i tuoi. Inoltre, il lavoro con l’editor deve servire anche a farti capire i tuoi punti di forza e di debolezza, ad affinare le tue capacità di autocritica e la tua attenzione verso errori banali che magari, fino a quel punto, hai commesso sistematicamente senza nemmeno rendertene conto.Ma se è lui a riscrivere per te, tu non impari niente.


Il manoscritto è pronto. Adesso l’agenzia ti rappresenta?

No, non è scontato. La scelta di rappresentarti o meno è a totale discrezione dell’agenzia.

Un rifiuto può avere varie ragioni.

Può essere che il tuo genere non rientri nel tipo di opere che sono soliti trattare e quindi non abbiano l'editore giusto a cui presentarti (certo, te lo potevano dire prima di valutarti e editarti, ma ricorda che le agenzie letterarie sono prima di tutto aziende che vendono servizi); può essere che giudichino la tua opera troppo di nicchia per essere di loro interesse (opera di nicchia = poche vendite. Anche questo potevano dirtelo prima di farti spendere soldi, ma vale il discorso già fatto sopra); può essere, infine, che nonostante l'editing non ritengano il risultato finale all'altezza di essere presentato a un editore.

Sebbene sia nell'interesse dell'agenzia ottenere "rappresentanze" perché guadagna in percentuale anche sulle royalties che l'editore attribuisce allo scrittore (la percentuale che si prende l'agenzia può oscillare fra il 5% e il 20%), nessuna agenzia di alto livello accetterà di rappresentare un autore nel quale non crede al mille per cento.

Lo so, è dura da digerire questa cosa, ma non abbatterti. Hai comunque in mano in buon testo (perché è stato editato) e puoi sempre scegliere la via del selpublishing. Non sono rari i casi di autori rifiutati da chiunque, che poi hanno avuto successo in self.


Hai ancora intenzione di rivolgerti a un'agenzia? Allora continua a leggere. Ti spiego come scegliere l'agenzia giusta.


Come scegliere l’agenzia giusta?


Prima di metterti in mano a chiunque, che sia un'agenzia letteraria o un editor freelance, controlla sempre le sue credenziali. Le agenzie valide e blasonate le mettono in bella mostra. Sul loro sito troverai una o più pagine con i nominativi degli autori che hanno portato alla pubblicazione e con quale casa editrice, eventuali premi vinti dagli stessi autori da loro "scoperti" (Strega, Bancarella ecc.).

Anche gli editor freelance di solito hanno un blog, un sito o una landing page nella quale mettono in mostra il portfolio dei loro clienti.

Se l’agenzia alla quale stai pensando di affidare il tuo manoscritto non ha una pagina del genere (di solito è la prima, posta in bella evidenza) oppure se gli autori che si pregia di aver lanciato sono degli emeriti sconosciuti e hanno pubblicato con case editrici che non hai nemmeno mai sentito nominare, passa oltre. Probabilmente, dopo aver superato l’iter della scheda di lettura e dell’editing, un'agenzia priva di credenziali di valore ti farà avere una proposta di pubblicazione con un editore a pagamento.

Come evitare di perdere tempo, allora?

Punta subito su un’agenzia valida e referenziata. Quelle che personalmente ti consiglio sono elencate qui sotto. Per ognuna ho indicato le eventuali particolarità e i servizi più interessanti.


Le agenzie letterarie più valide secondo me


  • Laura Ceccacci Agency una volta al mese apre una finestra temporale per l’invio di manoscritti che potranno accedere a un servizio di valutazione gratuito. Questo il link diretto alla pagina

  • Grandi&Associati Uno dei servizi particolari che offre è un colloquio diretto con l’agente per avere una consulenza una tantum su questioni specifiche creative, editoriali o contrattuali. Qui il link diretto a questo servizio. Altra particolarità: a richiesta, l’agenzia può seguire l’intero ciclo produttivo del libro: preparazione del testo e omologazione alle norme redazionali, correzione bozze, impaginazione ecc.

  • Vickysatlow. Accetta invii spontanei (teoricamente tutto l’anno) per i quali però non fornisce schede di lettura né qualunque altro tipo di valutazione. In caso di parere positivo, ricontatta l’autore entro 3-6 mesi, altrimenti l’opera è da considerarsi rifiutata. L’altra strada per accedere a questa agenzia è usufruire del servizio a pagamento di Lettura Dattiloscritti offerto dalla Scuola Palomar, che ha un rapporto esclusivo di scouting con Vicki Satlow. Se il manoscritto viene giudicato meritevole dalla Scuola Palomar passa direttamente all’attenzione dell’agenzia.

  • Herzog. Accanto ai servizi classici di qualsiasi agenzia letteraria, Herzog organizza corsi di formazione sia per gli scrittori che per gli aspiranti operatori del settore editoriale (correttori di bozze, lettori editoriali, impaginatori, editor ecc.)

  • Beretta Mazzotta. Non è un'agenzia letteraria ma un’agenzia editoriale. Quindi non si assume la funzione di agente ma, nel caso, fa da tramite fra un autore che ha selezionato e l’agente che potrebbe portarlo alla pubblicazione. Accanto a questa forma di scouting (e ai classici servizi come scheda di lettura, editing, cdb ecc.), Beretta Mazzotta offre anche un servizio di ghostwriting e uno di assistenza al selfpublishing.

  • Pennarigata è una delle mie scoperte più recenti. È un’agenzia editoriale (come Beretta Mazzotta) e dunque offre servizi che non includono la rappresentanza. Il suo plus è che offre una valutazione gratuita preventiva. È sufficiente inviare la sinossi, la biografia e 20 pagine del manoscritto per ricevere, cito testualmente dal loro sito, un parere sintetico, rapido e crudo. Il loro giudizio potrebbe anche far male, ma almeno sai che viene da un professionista, che è del tutto disinteressato e che non ti è costato un euro.

  • Meuccy Agency è l’unica agenzia letteraria (che io sappia) che si occupa esclusivamente di rappresentanza di autori. Quindi, non vende servizi, si occupa esclusivamente di scouting e della gestione degli autori che mette sotto contratto. Al momento della stesura di questo articolo, la sezione del sito dedicata all’invio di inediti risulta, ahimè, chiusa. Per sapere quando verrà riaperta, dovrai consultare periodicamente questa pagina del sito. Se vuoi tentare un approccio diretto, sappi che l’agenzia Meucci (che è a Milano) riceve su appuntamento.


Concludendo: agenzia letteraria sì o no?

Se hai intenzione di rivolgerti a un’agenzia per migliorare il tuo manoscritto, la mia risposta è: assolutamente sì. Una scheda di lettura professionale è un ottimo strumento per capire a che punto sei come scrittore e il livello di qualità di ciò che hai scritto. Puoi utilizzare la scheda di lettura anche per cercare di migliorarti da solo.

Quanto all’editing, personalmente lo ritengo imprescindibile sia che tu voglia pubblicare con un editore che in self. Per questo servizio non è tassativo rivolgersi a un’agenzia letteraria (spesso, se non superi la valutazione, nemmeno accettano di editarti), puoi tranquillamente contattare un editor freelance. Ce ne sono di bravissimi e professionali che sono più veloci e meno costosi di un’agenzia. Magari, in un prossimo articolo ne menzionerò qualcuno.

Se, invece, speri che l’agenzia letteraria sia il tuo trampolino di lancio verso la pubblicazione (magari con un grande e famoso editore), la mia risposta è: non ci contare. E, consiglio spassionato, non chiedere una rappresentanza prima che il tuo manoscritto sia veramente pronto: nessuna agenzia accetterebbe di rappresentare un’opera acerba.


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