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Flaming, harassment, trickery, doxing

Aggiornamento: 18 apr

Flaming, harassment, trickery, doxing, impersonation… di cosa sto parlando?

Di cyberbullismo, la più evoluta, diffusa e subdola forma di violenza negli ultimi anni.


Nelle mie opere affronto spesso questo tema nelle sue varie sfaccettature.


Poiché sono fermamente convinta che non si può scrivere di ciò che non si conosce, mi sono documentata moltissimo.


cyberbullismo, un fenomeno tanto diffuso quanto sottovalutato


Le vittime di cyberbullismo sono in prevalenza giovani fra gli 11 e i 19 anni, ma da studi recenti è emerso che ben il 20% di persone fino ad un’età di 60 anni è stato oggetto di bullismo almeno una volta nella vita.

Il principale canale attraverso il quale gli aggressori attaccano le vittime sono i social, ma sono molti anche i casi di bullismo attraverso chiamate telefoniche, e-mail, chat room, Whatsapp e siti web.


Il fenomeno è particolarmente diffuso fra gli studenti delle scuole medie. Il 42,7% degli intervistati appartenente a questo gruppo dice di essere stato oggetto almeno qualche volta di insulti via internet.

Tuttavia, dalle medesime interviste emerge che il 13,8% degli studenti ignora il significato del termine cyberbullismo. Questo significa che operare nelle scuole con interventi di formazione sul tema è di fondamentale importanza.


le varie forme di cyberbullismo


E allora, facciamo un po’ di chiarezza sulle varie forme di cyberbullismo, anche perché troppo spesso vengono chiamate con termini inglesi che pochi conoscono e comprendono:

  • Con flaming si intendono quei messaggi online violenti e volgari che hanno come unico scopo quello di suscitare battaglie verbali, possibilmente a discapito di una vittima predestinata.

  • Harassment potrebbe essere tradotto in “molestie”. Questa pratica viene messa in atto con la spedizione ripetuta di messaggi insultanti mirati a ferire qualcuno.

  • L’impersonation è quando qualcuno si fa passare per un'altra persona e spedisce messaggi o pubblica testi offensivi verso qualcun altro.

  • Il doxing può essere tradotto con “diffusione pubblica via internet di dati personali e sensibili”. Pericolosissima e in grado di creare danni spaventosi.

  • Trickery significa inganno e consiste nell’ottenere la fiducia di qualcuno con l'inganno, appunto, per poi rendere pubbliche informazioni confidenziali che il soggetto ha condiviso col suo carnefice.

  • Il cyberstalking consiste in molestie e denigrazioni ripetute e minacciose mirate a incutere paura.

  • Il revenge-porn (solo recentemente riconosciuto reato anche nel nostro paese) è una pratica con la quale qualcuno diffonde immagini sessuali di un altro soggetto senza il suo consenso, spesso con l’obbiettivo di vendicarsi per una relazione finita o un amore non corrisposto, talvolta per semplice cattiveria o volontà di danneggiare la reputazione altrui.


giovani molestatori inconsapevoli?


Ciò che più sorprende (sempre da studi condotti) è che i molestatori, soprattutto se giovani, non si rendono effettivamente conto di quanto le loro azioni possano danneggiare la persona che hanno preso di mira. E qui, di nuovo, interventi di formazione sul tema, a livello scolastico, sarebbero decisamente auspicabili, anche perché il tasso di suicidi fra le giovani vittime di bullismo e cyberbullismo è molto alto.


I principali motivi che incentivano la diffusione del cyberbullismo sono la convinzione di restare anonimi; la possibilità di fingersi un’altra persona, e quindi di fare o dire cose che non si farebbero o direbbero normalmente, nella vita reale; e l’assenza di contatto diretto con la vittima. Il cyberbullo agisce nascosto dietro lo schermo di un cellulare o un computer e questo lo fa sentire più forte perché al riparo da eventuali ritorsioni che, invece, in uno scontro faccia a faccia potrebbero insorgere.


L'unica difesa è denunciare


La buona notizia per le vittime è che ogni comunicazione elettronica lascia delle tracce e i corpi di polizia che si occupano di debellare e punire il fenomeno hanno strumenti all’avanguardia per individuare i responsabili. Quindi, la prima cosa che consiglio di fare a chiunque dovesse finire nel mirino di cyberbulli è denunciare.


Dell’argomento ho parlato sia nel romanzo #Ciaopoveri (un episodio di revenge porn che la vittima evita di denunciare per paura di rappresaglie) che ne La Ricompensa (Guido e Sonia, i due protagonisti, creano una fondazione per la lotta al bullismo e al cyberbullismo). Se ti va di scoprire i miei romanzi clicca qui.


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Ciao, sono Eleonora Scali e sei sul mio blog

In questo spazio parlo dei libri che scrivo e di quelli che leggo, fornisco consigli ad aspiranti scrittori, racconto di me e della mia passione per i viaggi e la musica.





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