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Sei in cerca di una casa editrice?
Allora devi sapere che nessun editore apre un manoscritto a caso fra i tanti che riceve, (come se pescasse una carta da gioco da un mazzo) e inizia a leggerlo per scoprire di cosa parla e come è scritto:
prima legge la sinossi.
Solo dopo aver esaminato quella, decide se quel manoscritto potrebbe valere la pena.
In questo articolo spiego:
cos’è la sinossi e come si scrive
trucchi del mestiere per scrivere una buona sinossi
perché serve a te prima ancora che all’editore
l’uso dell’IA per scrivere una sinossi
Che diavolo è la sinossi?
Magari, tu che stai leggendo, lo sai già. Tuttavia, sui social ho notato che molti aspiranti scrittori confondono la sinossi con la descrizione dell'opera, con la quarta di copertina o, addirittura, con l'incipit.
A loro dico che, in parole povere, la sinossi è il riassunto del romanzo, finale incluso.
Potrebbe sembrare facile scriverla, ma il problema sta:
nella lunghezza che deve rispettare (massimo 1800 battute, meglio se sono meno)
nel contenuto richiesto
nella qualità di scrittura
Come si scrive la sinossi
La sinossi deve:
Chiarire dove e quando si svolge la storia. Epoca e ambientazione, per capirsi.
Mettere in evidenza i personaggi – almeno i principali – perché è intorno a essi che la storia si sviluppa.
Contenere i punti salienti della trama: l’inizio, il modo in cui si dipana la storia, quando la matassa narrativa si aggroviglia e quando si risolve e il finale.
Rivelare il finale. Sì, hai letto bene, nella sinossi devi dire esattamente come va a finire il romanzo. L’editore non è un lettore che devi sorprendere, ha bisogno di farsi un’idea precisa della storia che hai concepito prima ancora di aprire il manoscritto.
Rendere chiaro il messaggio chiave che vuoi trasmettere al lettore con la tua storia.
Essere scritta in modo eccellente, perché per l’editore è il primo assaggio delle tue capacità espressive. Ortografia, grammatica, sintassi, uso dei vocaboli e scorrevolezza devono essere perfetti.
Adesso, che ho spiegato cosa deve contenere la sinossi in appena 1800 battute (spesso dall'editore ne vengono richieste anche meno), forse risulta chiaro perché non è così facile scriverla.
Trucchi del mestiere per scrivere la sinossi
Per aiutarti, ti svelo un trucchetto che ho imparato negli anni: butta giù un primo riassunto senza curarti della lunghezza e poi taglialo a più riprese.
Inizia eliminando tutto ciò che non è assolutamente indispensabile a comprendere il fulcro della storia. Ad esempio, i personaggi secondari e gli eventi paralleli rispetto alla linea narrativa principale e al messaggio chiave del romanzo.
Poi togli gli aggettivi superflui ed eventuali auto-giudizi sul tuo romanzo. Tipo: avvincente, adrenalinico, commovente, ricco di colpi di scena.
Dopo questa prima pulizia, prendi in esame ogni singola frase e chiediti se è davvero irrinunciabile. Se lo è, prova a riformularla con meno parole o con vocaboli più corti (su di te pesa il capestro del numero tassativo di battute).
A volte sono necessarie anche cinque o sei riscritture rispetto alla stesura iniziale, ma con calma e sangue freddo si arriva al risultato.
La sinossi serve anche a te, non solo all’editore
Molti autori odiano scrivere la sinossi. Ne farebbero volentieri a meno se gli editori non chiedessero di allegarla al manoscritto.
Altri sono convinti che ridurre il loro romanzo a una paginetta sia inutile, impossibile (come faccio a raccontare in 1800 battute le 300 o 500 pagine che ho scritto?) o che, addirittura, che quello striminzito riassunto che è la sinossi sminuisca il romanzo che hanno scritto.
Non è affatto così.
Secondo gli addetti ai lavori – e io mi trovo d’accordo - la sinossi o almeno una trama stringatissima andrebbe scritta ancor prima di iniziare a stendere il romanzo perché se riesci a delineare in poche righe i protagonisti e l’ambientazione, a raccontare la successione degli eventi e il legame causa/effetto senza buchi o passaggi non chiari, significa che padroneggi perfettamente la storia.
Diversamente, rischi di renderti conto delle falle solo mentre scrivi il romanzo, o peggio, quando hai completato la stesura.
Faccio fare la sinossi all’IA e ho risolto
Hai mai provato o anche solo pensato di dare in pasto il file del romanzo alla versione gratuita di ChatGPT3, Deepseek, Gemini (o simili) e chiedere “scrivimi la sinossi”?
Se l'hai fatto, avrai appurato che il risultato è per lo più deludente, sia dal punto di vista stilistico che della storia che salta fuori, spesso non fedele al tuo romanzo.
Ti spiego perché.
Al testo manca la tua sensibilità di autore, perché sei tu l’unico in grado di stabilire qual è il messaggio chiave che vuoi dare con quel romanzo. Magari hai trattato più di un argomento in quel testo o vi hai inserito vari tropes. Tu sai qual è il fulcro della storia, l’IA tira un po' a indovinare, oppure ne sceglie uno a caso o quello su cui ha in memoria più informazioni.
Stesso discorso vale per il personaggio principe. È su quello che deve focalizzarsi la sinossi per una questione di brevità. Tu, autore, non hai certamente dubbi su chi sia il protagonista, l’IA non sempre c’azzecca.
E ancora, tu hai ben chiaro (almeno si spera) quali sono i veri punti salienti del romanzo, quegli snodi che mandano avanti la storia e fanno crescere o involvere il protagonista. L’IA tende a scegliere eventi che colpiscono di più l’IA stessa, quindi diventa il suo punto di vista.
Non so se ci hai fatto caso, ma l'IA non sempre capisce tutto ciò che legge, a meno che non parliamo di un trattato tecnico con dati oggettivamente verificabili. E allora, cosa fa? Inventa. Nella tua sinossi rischi di trovarci personaggi, azioni o fatti che non sono nel romanzo o che vengono completamente travisati.
Un altro grosso problema è lo stile di scrittura dell’IA che, generalmente, è piatto, banale, ripetitivo, omologato a certi standard, un po' asettico e tende a lavorare per “elenchi”. La sinossi dovrebbe dare all’editore un assaggio del tuo stile di autore, ma se la fai scrivere all’IA, si perde.
Ultimo problema non meno importante, il risultato cambia a seconda del prompt (cioè le istruzioni) che fornisci all’IA e dello strumento che scegli. Puoi facilmente verificarlo fornendo istruzioni e materiale identico a ChatGPT3, Deepseek e Gemini.
Quando l’IA funziona
Per ottenere una sinossi, diciamo, discreta dall’intelligenza artificiale ti serve uno strumento professionale e avanzato, spesso con abbonamento a pagamento.
Claude, ad esempio, funziona abbastanza bene perché è molto specializzato. Infatti, al suo interno, ha diversi modelli linguistici e di ragionamento che puoi scegliere di utilizzare a seconda della complessità del lavoro che vuoi che l’IA svolga.
Il modello Sonnet 5 utilizza il “pensiero adattativo”.
Il modello Opus 5 eccelle nel “lavoro cognitivo complesso”.
I modelli Fable 5 e Fable 5.1 rappresentano la frontiera del “ragionamento avanzato”.
Interagire con l’IA a questo livello, implica studiare bene lo strumento, capire come ragiona, spendere tempo ad allenarlo (fornendogli tuoi testi, ad esempio, affinché ne assimili lo stile di scrittura e lo imiti) e rimproverare l’IA quando dice o fa cose secondo te errate.
Devi creare un “progetto”, spiegare all’IA in veste di quale figura professionale deve operare, fornirgli istruzioni molto dettagliate (in gergo i prompt) e definire le “regole d’ingaggio”, cioè cosa vuoi che faccia e ciò che non deve fare.
La domanda che mi farei, e che giro anche a te, è: vale la pena spendere tempo, risorse e denaro nell’utilizzo dell’IA solo per farsi scrivere la sinossi?
Vuoi fare lo scrittore, no? Il romanzo l’hai scritto tu, giusto?
E allora, spremi le meningi e tira fuori una bella sinossi da solo.
Devi essere in grado se vuoi che scrivere diventi il tuo mestiere.
Questo, ovviamente, è il mio parere personale, che può anche non essere condivisibile.
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𝐋𝐚 𝐧𝐞𝐰𝐬𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫 𝐞̀ 𝐠𝐫𝐚𝐭𝐮𝐢𝐭𝐚.
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Chi è Eleonora Scali?
Dopo la laurea in lingue, ho lavorato per anni come addetta stampa. Scrivo narrativa da quasi un ventennio. Ho pubblicato con vari editori indipendenti (Edizioni TriplaE, Tabula Fati del gruppo Solfanelli, Il Riccio, Del Miglio Editore, Lettere Animate, Historica Edizioni, Epigraphe).
Mi sono servita di editor e di agenzie (fra queste l'agenzia Beretta Mazzotta).
Ho intrapreso anche la strada del self-publishing e dei concorsi letterari (Premio Italo Calvino, Torneo Io Scrittore, Concorso Città di Como, Premio Giovane Holden, Premio Andersen e molti altri).
Per anni ho collaborato con il progetto ministeriale "Libriamoci a scuola" promuovendo la lettura negli istituti di ogni ordine e grado.
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In questo blog fornisco consigli agli aspiranti scrittori, racconto di me stessa come donna e come autrice e dei miei romanzi.



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