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L'allenamento dello scrittore

  • 27 mar
  • Tempo di lettura: 7 min

Per te, che fai lo scrittore, leggere è una sessione di allenamento nella quale scoprire metafore originali, dialoghi che funzionano alla perfezione, descrizioni che ti proiettano sul posto, personaggi, suoni, odori ed emozioni che sopravvivono anche quando chiudi quel libro.


Ma per sfruttare al massimo questo allenamento devi leggere con l'occhio dello scrittore.

Ecco qualche suggerimento su come fare.


Ruba parole e cogli le sfumature

Ogni libro è una miniera lessicale.

Prendi un romanzo di Umberto Eco, di Michele Serra, di Marcello Fois o di Johnathan Franzen (ad. es. nelle traduzioni di Silvia Pareschi), solo per fare qualche esempio.

Sono quasi certa che ti capiterà di soffermarti su un vocabolo insolito, poco usato o che non conosci.


Quelle parole sono regali.


Chiediti: perché l’autore ha scelto “acre” invece di “amaro”? Perché ha scritto “fenditure” e non “crepe" o più semplicemente "buchi”?


Ogni vocabolo ha un peso specifico, una sfumatura che cambia il senso o l’atmosfera.

E ti dirò di più, il peso specifico delle parole in italiano è particolarmente ALTO, perché la nostra lingua è fra le più ricche di vocaboli e sinonimi.


Lo dico con cognizione di causa perché ho studiato inglese, francese, tedesco e mastico anche un po’ di spagnolo.


Ma, attenzione, ogni sinonimo italiano ha una lieve sfumatura che gli attribuisce un significato leggermente diverso.


Analizza le scene come un detective

Hai mai letto una pagina così potente da lasciarti senza fiato?

Per esempio, l’incontro tra Jean-Baptiste Grenouille e la ragazza dai capelli rossi in “Il profumo” di Süskind?

Perché funziona? Perché resta impresso? Te lo sei mai chiesto?


Ecco alcune caratteristiche che ti consiglio di analizzare.


Il ritmo: che stratagemmi usa l’autore per rendere la narrazione incalzante? Usa frasi brevi che accelerano il cuore? Sceglie le parole con accuratezza? Alterna varie tipologie di scene?


Odori, suoni, colori: se ci sono passaggi in cui l’autore riesce a trascinarti dentro al contesto mani e piedi, probabilmente è perché ha lavorato anche su odori, suoni, colori. Esamina con cura i passaggi che ti fanno questo effetto.


Voce narrante: la scena che ti ha particolarmente colpito è narrata attraverso gli occhi di quale personaggio?

Gli stessi accadimenti assumono significati e sensazioni diverse se a raccontarli è la vittima o il carnefice, ad esempio.


Un utile esercizio per rubare tecniche ai bravi autori è prendere una di queste scene e provare a riscriverla apportando piccole modifiche.


Racconta la stessa cosa attraverso un altro personaggio oppure scegli un’ambientazione diversa (da metropolitana a campestre) o un’epoca diversa (dall’Ottocento sposta tutto agli anni ’60) o ancora trasforma una scena narrata col discorso indiretto in una scena dialogica.


È così che scoprirai i meccanismi nascosti dietro a quel testo.


Personaggi che ti restano dentro

Humbert Humbert in “Lolita”, Montag in “Farenheit 451”, Anna Karenina nell’omonimo romanzo di Tolstoj. Cosa li rende indimenticabili? La cattiveria, l'assurdità, l'esagerata ingenuità? Quali caratteristiche?


Restando su Anna Karenina, nota i dettagli con cui Tolstoj la rappresenta: fisici (le mani nervose), espressivi (le ricorrenti domande retoriche), azioni che raccontano il suo stato d’animo (ad esempio il gesto di stringere in modo compulsivo la borsetta sul treno).


Un esercizio utile a creare un personaggio che funziona è sceglierne un paio o tre che hai particolarmente amato, pescare una o più caratteristiche da ognuno, mescolarle, aggiungere un pregio o un difetto ed ecco il tuo nuovo, iconico protagonista.


Punteggiatura, capoversi, impaginazione

Un romanzo non è solo parole o sensazioni è anche ritmo narrativo e impatto visivo.


Una virgola è una pausa breve quanto un respiro. Un punto è una pausa lunga, il capoverso indica un cambio di scena, di argomento, di interlocutore.


Prendi in esame questa frase di Chandler.

Entrò. La stanza odorava di gin. Lei aveva un occhio nero. 

Periodi brevissimi, frasi secche. Questo serve a creare tensione. Se lo riscrivi togliendo tutti i punti potrebbe suonare così: Lui entrò in una stanza, notò che odorava di gin e vide che lei aveva un occhio nero. Perde tensione, vero?


Hai mai letto qualcosa di Saramago?

Lui ha scelto di abbattere ogni regola nell’impaginazione dei dialoghi. Niente virgolette o caporali, zero capoversi, punteggiatura anarchica. Ma quello che apparentemente sembra caos è sapientemente studiato (non per niente Saramago ha vinto il Nobel per la letteratura).


Uno dei suoi romanzi che ho più amato è “Cecità”. Se prendi una pagina qualunque in cui parlano i personaggi e la riscrivi seguendo le regole classiche, capirai perché la sua scelta di togliere tutto è funzionale al tema del romanzo.


Il consiglio di un maestro

Dice Stephen King: Prima leggi per piacere, poi rileggi con la matita in mano e sottolinea i trucchi che puoi rubare.


Io ho fatto tesoro di questo consiglio. Ogni volta che leggo un romanzo che mi affascina cerco di capire come è stato costruito: scene, personaggi, ritmo, immagini, punto di vista, punteggiatura. Rubo quei segreti e cerco di farli miei adattandoli al mio stile.


Esercizio pratico

Oltre a farmi ispirare dal buon King, ho frequentato un seminario dal titolo "Il lettore che scrive" organizzato dalla rivista Inchiostro di Giampero Dalle Molle.


Sono passati 17 anni da allora (se ci penso, mi rendo conto di quanto sono vecchia...) ma ciò che ho imparato è valido ancora oggi.


Nel corso di quel seminario, mi è stato insegnato come comprendere al meglio gli espedienti usati da una grande penna per scrivere qualcosa che resta dentro al lettore.


L'esercizio è questo:

Prendi un autore che stimi particolarmente. Può essere un classico ambientato in un epoca diversa dalla tua, che utilizza un linguaggio non attuale, o anche un contemporaneo che scrive qualcosa di lontano dal tuo genere, ma con lo stile che anche tu vorresti avere.


Se prendi un classico datato: Porta la sua storia ai giorni nostri e riscrivi interi brani del suo libro aggiornando il linguaggio ma restando fedele al testo e alla struttura originale.


Se prendi un contemporaneo fuori dal tuo genere: Porta la sua storia nel tuo genere letterario e riscrivi interi brani (restando fedele a testo e struttura originari) mantenendo anche il SUO stile.

 

Personalmente ho fatto questo esperimento su due autori classici.

Ho preso un racconto di Checov, dal titolo “Nella bassura”. Il racconto è ambientato alla fine dell’Ottocento in Russia e io l’ho spostato negli anni ’60 in Sicilia.

Ciò che ne è venuto fuori non somiglia nemmeno lontanamente al racconto di Checov, ma ne mantiene la tragicità, l’ineluttabilità e la miseria dei personaggi.

 

Poi, mi sono cimentata nella riscrittura di “Il ballo” della Némirowsky (pubblicato nel 1930).

L’ho proiettato ai giorni nostri. I Kampf sono diventati una coppia nata e cresciuta a Secondigliano fra espedienti criminali e reddito di cittadinanza. Antoinette, la figlia quattordicenne dei Kampf, un’adolescente social-addicted, affamata di attenzioni, in perenne competizione con la madre. La fortuna della mia coppia arriva con una vincita al Superenalotto.


Pur mantenendo la trama ideata dalla Némirowsky (grande festa organizzata dai coniugi per inserirsi nell’alta società che viene sabotata dalla figlia) il risultato è una storia del tutto nuova. Quello che resta è la maestria dell’autrice nel parlare di gelosia, rivalsa e vendetta.

 

Prova a fare questo esperimento.

Il risultato non è importante. Ciò che conta è assimilare la struttura, i nodi narrativi, l’alchimia delle parole.


Ogni libro è una lezione: sta a te decidere se restare studente o padroneggiare gli strumenti dell’insegnante.


Ora, chiudi questo articolo, prendi il romanzo che hai sul comodino e inizia a leggerlo indossando i panni dello scrittore.


Le prossime pagine che scriverai saranno migliori, te lo garantisco.


Per una volta, ho parlato di scrittura invece che di pubblicazione perché...

L'obiettivo primario di un autore che pubblica dovrebbe essere: ESSERE LETTO.

Ma, affinché un romanzo incontri il favore dei lettori (e dunque venga letto) deve essere un buon romanzo. 

Con questo articolo spero di averti fornito spunti interessanti per puntare alla qualità.



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Chi è Eleonora Scali?

Laureata in lingue, ha lavorato per anni come addetta stampa. Scrive narrativa da quasi un ventennio. Ha pubblicato con vari editori indipendenti, fra cui Edizioni TriplaE e Tabula Fati del gruppo Solfanelli. Si è servita di editor e di agenzie (fra queste l'agenzia Beretta Mazzotta e Laura Ceccacci Agency). Ha intrapreso anche la strada del self-publishing e dei concorsi letterari (Premio Italo Calvino, Torneo Io Scrittore, Concorso Città di Como, Premio Giovane Holden, Premio Andersen e molti altri).

Per anni ha collaborato con il progetto ministeriale "Libriamoci a scuola" promuovendo la lettura negli istituti di ogni ordine e grado.

 

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