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Pillola #9: Perché gli editori non rispondono?

Aggiornamento: 11 apr


Fra i post dei neo-scrittori mi capita di leggere cose come queste:

Ho spedito il mio manoscritto a (nome di una grossa casa editrice) 15 giorni fa. Secondo voi, quanto ci metteranno a rispondermi?

Sono sei mesi che aspetto una risposta dalla casa editrice Tal dei Tali. Secondo voi, quanto devo aspettare ancora per poter inviare il mio romanzo a qualche altro editore?

Ho spedito il mio manoscritto a un centinaio di editori ma non ho ancora ricevuto nessuna risposta. Secondo voi, perché?

La risposta a tutte e tre le domande è che ognuno di loro ha sbagliato qualcosa.


Scegliere l’editore giusto

Un editore che non accetta l’invio spontaneo di proposte, non si prende la briga di rispondere a tutti quelli che spediscono ugualmente del materiale non richiesto. È il caso delle grandi case editrici che, come ho spiegato in precedenti articoli, utilizzano canali preferenziali per valutare nuove proposte. È possibile che anche piccoli editori indipendenti aprano e chiudano finestre temporali entro le quali desiderano o non desiderano ricevere proposte.

Un editore potrebbe non rispondere perché non pubblica il genere che gli hai proposto. Questo capita, se non hai fatto una selezione accurata.

Saper aspettare

Una casa editrice, indicativamente, si prende da sei mesi a un anno per dare una risposta. E comunque lo trovi specificato sul suo sito. Quindi, non metterti in ansia dopo quindici giorni ed evita di sollecitare una risposta via mail o per telefono.

Spedire il materiale richiesto

Un altro motivo del silenzio, può essere che il materiale che hai spedito non è conforme alle richieste della casa editrice. Ad esempio: non ha allegato la sinossi che richiedeva; hai spedito il file in PDF anziché in doc; hai mandato tre capitoli mentre volevano l’intero romanzo. Questi errori indispongono l’editore, perché significa che non hai letto le sue indicazioni, hai semplicemente spedito quello che ti pare a chiunque.

Curare la sinossi

L’editore potrebbe aver trovato la tua lettera di presentazione estremamente interessante, a quel punto non aprirà il manoscritto, ma la sinossi. Se la sinossi è scritta in un italiano scadente, con errori ortografici e refusi o non spiega bene la trama del tuo romanzo o manca del finale, l’editore non perderà tempo a risponderti: ha già saggiato le tue potenzialità di scrittore e le ha giudicate insufficienti.

Verificare il momento adatto

L’ho già accennato, ma mi ripeto: le case editrici lavorano su un programma editoriale e, di solito, valutano nuove proposte in determinati periodi dell’anno, quando sanno di avere il tempo di esaminarle e la possibilità di inserirle nel prossimo programma di pubblicazioni. Se mandi il materiale nel momento sbagliato, finisce direttamente nel cestino e significa – di nuovo – che non hai letto le indicazioni della CE.

Ok contattare più di un editore ma non a caso

Dati i lunghi tempi di attesa per una risposta (da sei mesi a un anno, come già detto) è normale, anzi consigliabile, contattare più di un editore contemporaneamente. Ciò non significa spedire il tuo manoscritto a tappeto a centinaia di nominativi. Scegline cinque o sei, una decina se proprio vuoi esagerare, ma sceglili bene e non dimenticare di personalizzare la lettera di accompagnamento per ognuno di loro.

Non prendere in giro l’editore

Restando sulla lettera di accompagnamento, ci sono cose che proprio indispongono l’editore o lo fanno ridere a crepapelle, motivi per cui non ti risponderà mai. Eccole:

le presentazioni autocelebrative e/o ridicole:

o il mio romanzo è unico e originale, sono sicuro che non ha mai letto niente del genere

o lei deve puntare su di me, la mia storia è geniale, la sorprenderà

o il mio stile ricorda… e scomodare qualsiasi autore del passato o del presente per fare il paragone

o sono un totale autodidatta, eppure scrivere mi viene naturale. Pensi che questo romanzo l’ho buttato giù in una sola notte

citare credenziali senza valore:

o mi sono classificato primo, secondo o fra i finalisti di… e citare un premio letterario di nessuna importanza, tipo la sagra delle castagne di Tiziopippoli

o ho fatto leggere il mio romanzo a parecchie persone e tutte lo hanno giudicato un capolavoro

o mia zia, che è professoressa di lettere, ha letto il mio libro e ha detto che è scritto benissimo

o ho una certa esperienza. Pensi che ho già pubblicato tre romanzi con… e citare il nome di un editore a pagamento

cercare di impietosire:

o Questo romanzo è la mia vita, se non riesco a pubblicarlo mi suicido

o Fino ad oggi ho ricevuto solo rifiuti, lei è la mia ultima possibilità. La prego.

o La imploro di leggere il mio romanzo, non se ne pentirà

le lettere di presentazione telegrafiche:

o in allegato vi trasmetto il mio manoscritto. Resto in attesa di un riscontro. Saluti.

L’editore non ha idea di cosa tu gli stia proponendo: un romanzo? una silloge? una favola? di quale genere? di cosa parla? e tu, autore, chi sei?


Ma, l’errore peggiore che puoi fare sono le mail copia-incolla e quelle con invio a più destinatari contemporaneamente.

So di editori che hanno ricevuto lettere col nominativo di qualcun altro accanto a Spettabile casa editrice. E magari, quel qualcun altro è un collega che non stimano (una EAP, per esempio) o un competitor col quale combattono.

Se resti vago e non ti rivolgi alla CE col suo nome, ma spedisci un’unica mail a più destinatari, il ricevente se ne accorge anche se hai messo gli indirizzi nascosti. Se poi fai l’errore di metterli tutti visibili, chi riceve sa anche quanti altri editori stai contattando e chi sono: questa è l’apoteosi del peggio.

Mail di questo tipo, finiscono dritte nel cestino.

Il silenzio significa “no”

Nel settore vige la consuetudine che silenzio equivale a rifiuto. Dunque, se trascorsi i termini indicati dalla casa editrice non hai ricevuto nessuna risposta, la risposta è “no”.

A molti aspiranti scrittori, questo sistema non va giù e allora sollecitano via mail o per telefono, si incavolano, diventano perfino aggressivi. Per ovviare a queste lamentele, alcune case editrici rispondono di default col classico “ci spiace ma il suo romanzo non rientra nella nostra linea editoriale”. Questo non significa che hanno esaminato il tuo romanzo e non gli è piaciuto. Probabilmente la tua mail non l’hanno nemmeno aperta. Un qualche sistema software automatizzato, ha provveduto ad inoltrarti quelle due righe di rifiuto.

Una volta qualcuno rispondeva…

So di editori, solitamente molto piccoli, che si prendevano la briga di rispondere ad ogni proposta ricevuta, motivando anche l’eventuale “no”. Parlo al passato, perché la maggior parte di loro ha smesso di spiegare all’autore perché la sua opera era stata rifiutata. Questo a causa delle risposte poco gentili degli scrittori.

La suscettibilità e l’incapacità di accettare le critiche è molto comune fra i neo-autori. Se appartieni a questa schiera, ti consiglio di lavorarci sopra perché per fare questo mestiere, ne dovrai ingoiare di rospi.

Forse devi metterti in discussione

A proposito di rospi, se sei certo di aver fatto tutto giusto e non ricevi risposta, forse è il caso che metti in discussione il romanzo che hai scritto. Magari non è il capolavoro che pensi oppure è buono ma non abbastanza o è scritto benissimo ma la storia non è coinvolgente. Possono essere mille i motivi per cui il tuo romanzo non piace. Hai però la possibilità di migliorarlo sia a costo zero, grazie ai beta-readers, sia pagando un professionista, l’editor.

Dell'editor ho già parlato approfonditamente in questo articolo.

Ai beta-readers ne dedicherò uno prossimamente.


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Ciao, sono Eleonora Scali e sei sul mio blog


In questo spazio parlo dei libri che leggo e di quelli che scrivo; fornisco consigli agli aspiranti scrittori; racconto dei miei viaggi, della mia passione per la musica e di me stessa come donna e come autrice.


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