top of page

Pillola #3 Come proporsi a una casa editrice?

Aggiornamento: 11 apr



Hai completato il tuo primo romanzo e sei in cerca di un editore. Come scegliere a chi inviare il tuo manoscritto? Come proporsi nel modo migliore?

Dopo molti tentativi e molte porte sbattute in faccia, mi sono fatta una cultura e oggi posso darti qualche consiglio affinché tu non butti via tempo e denaro.



Prima di inviare la tua opera a una casa editrice

fai queste tre verifiche:


1. Che il genere della tua opera corrisponda alla linea editoriale della casa editrice (cioè: non mandare un thriller a chi pubblica poesie; non mandare un horror a chi pubblica romanzi rosa e così via. La linea editoriale o le collane vengono specificate sui siti delle case editrici)

2. Che la casa editrice sia effettivamente interessata a ricevere e valutare manoscritti (molte case editrici lo specificano nel loro sito)

3. Modalità, formato e allegati richiesti dalla casa editrice per l’invio dei manoscritti. Queste variano da casa editrice a casa editrice. Qualcuna vuole l’intera opera in cartaceo, altre solo file, altre ancora solo la sinossi più un piccolo estratto del romanzo (nota bene: per l’invio del cartaceo esiste la spedizione “piego di libri che consente di spendere appena 1,28 Euro fino a 2 chili di peso (sì, hai letto bene: 1 euro e 28 centesimi appena!). Trovi tutti i dettagli sul sito di Poste Italiane.


La lettera di presentazione è il tuo biglietto da visita,

il tuo primo passo dentro la casa editrice

Osservate queste prime elementari regole, è buona norma accompagnare l’invio del manoscritto con una lettera di presentazione. Questa è il tuo biglietto da visita, lo strumento per vendere te stesso, la tua arma di persuasione. È il tuo primo passo dentro la casa editrice.

Immagina di andarci fisicamente: la redazione è indaffaratissima e non ha certo bisogno di un altro aspirante autore rompiballe.


Ha centinaia di manoscritti di emeriti sconosciuti ammucchiati in un angolo, pronti ad essere cestinati senza nemmeno essere letti.

È meglio dunque che tu e il tuo romanzo facciate colpo. Il tempo a disposizione è di quindici secondi. La prima impressione, quella che conta.

Se ti ricevessero di persona, istintivamente cercheresti di essere educato, gentile, paziente, di parlare in tono pacato. Ecco, questo è il giusto atteggiamento da adottare anche nella lettera di presentazione che andrai a scrivere.


La prima impressione è quella che conta

COME IMPOSTARE LA LETTERA

Caratteristiche: due sono le principali caratteristiche che non devi mai dimenticare: qualità e persuasione. Qualità, nel senso che la lettera deve essere ben scritta (italiano corretto, nessun errore di ortografia, impaginazione curata). Persuasione, perché se non riesci ad afferrare l’interesse dell’editore fin dalla prima riga della tua lettera, il tuo manoscritto finirà nel mucchio dei cestinati-senza-risposta.

Lunghezza: Ricordati dei quindici secondi che hai a disposizione. La tua lettera deve stare in una sola pagina (1000-1500 battute al massimo). Deve essere di rapida lettura e centrata sull’obiettivo.

Dati di contatto: i tuoi dati di contatto sono fondamentali in caso di interesse da parte della CE. Non dimenticare di inserire in fondo alla mail: il tuo nome, cognome, indirizzo e recapiti telefonico, cellulare e e-mail. Gli stessi dati ti consiglio di riportarli anche sulla copertina del manoscritto. Se ti stai chiedendo perché, significa che non hai letto il mio articolo sull'impaginazione del manoscritto. Corri a recuperarlo.

Dettagli importanti:

L'OGGETTO: la lettera di presentazione deve essere preceduta da un oggetto. Quello lo leggono sempre tutti. Nel caso optassi per un invio e-mail, invece che cartaceo, l’oggetto è ancora più importante perché è la prima cosa che appare nella stringa dei messaggi in arrivo. Per esperienza, l’oggetto della lettera è bene che sia la dicitura PROPOSTA EDITORIALE, seguita da titolo dell’opera, genere e il tuo nome e cognome.

I SALUTI IN APERTURA: Ogni lettera che si rispetti, si apre con i saluti. A un amico diresti ciao Luigi o cara Anna o salve Roberto, ma questa è una lettera formale indirizzata a una persona sconosciuta. La formula giusta è Egregio Editore, Spettabile Casa Editrice, Egregi Signori (se la scrivi al plurale).

Meglio sarebbe, se prima di scriverla ti fossi documentato sul nominativo giusto alla quale indirizzarla, anche perché la tua lettera (insieme al manoscritto) avrebbe maggiori possibilità di finire nelle mani della persona giusta anziché perdersi nei meandri della redazione.

Nei siti delle case editrici sono spesso indicati i responsabili dei vari settori, fra questi coloro i quali si occupano della valutazione e selezione delle opere. Se trovi il nominativo, accertati anche del suo ruolo (direttore editoriale, caporedattore, responsabile settore narrativa o settore saggistica ecc.), e/o del suo titolo (con dottore o dottoressa di solito non sbagli. Occhio però che devi essere certo anche del suo sesso: uomo o donna).

I SALUTI IN CHIUSURA: Non dimenticarti infine, a chiusura della lettera, i saluti di prassi. Alcuni esempi: cordiali saluti, distinti saluti, i miei più cordiali saluti, i miei migliori saluti.


Struttura la lettera in 3 paragrafi

seguendo questo ordine


Il primo paragrafo deve essere come una stretta di mano, veloce ma sicura, che ispiri fiducia e interesse. In due o tre righe al massimo devi essere in grado di presentare la tua opera in modo irresistibile. Una specie di spot, di slogan pubblicitario che colpisca immediatamente l’attenzione. Non dimenticare di menzionare il titolo dell’opera, il genere e il target al quale è destinata.


Supponiamo tu sia l’autore di “Pippi Calzelunghe”.

Ecco un esempio pratico:


Egregio Editore,

vorrei presentarle le avventure fantastiche di Pippi Calzelunghe, una dodicenne dai capelli rossi, che vive in una grande villa, in compagnia di un cavallo e una scimmietta, non va a scuola, ha una forza sovrumana e un baule pieno di monete d’oro.



Hai notato quanti dettagli è possibile dare in poche righe?


Sempre in questo primo paragrafo sarebbe utile che fornissi una motivazione alla scelta di inviare la tua opera proprio a quella casa editrice. Gli editori la apprezzano molto.

Restando sull’esempio di prima, potresti scrivere qualcosa del genere:


Il motivo per il quale vi propongo Pippi Calzelunghe è che i miei figli sono appassionati lettori della vostra collana di narrativa per ragazzi “Carta Bianca” che conosco e apprezzo da anni.


L’aggancio e le informazioni che hai dato in poche righe aiuteranno l’editore a capire immediatamente se il progetto che stai proponendo è di suo interesse o meno. Se gli interessa, passerà a leggere il secondo paragrafo della tua lettera.


Il secondo paragrafo deve essere intrigante,

deve catturare l'interesse


Qui devi lavorare come se si trattasse di una quarta di copertina. Dai un’idea della trama con un linguaggio pensato per intrigare. L’obiettivo è catturare l’interesse del lettore, non tanto rivelargli come si sviluppa o va a finire la storia.

Continuando con “Pippi Calzelunghe”, il secondo paragrafo potrebbe suonare così:


La storia si sviluppa a episodi nei quali Pippi, la protagonista, è sempre affiancata dai fratelli Tommy e Annika, suoi vicini di casa e dai fedeli Signor Nillson (la scimmietta) e Zietto (il cavallo a pallini neri). I cinque, insieme, vivono ogni giorno un’avventura diversa, piena di stramberie e situazioni inverosimili, ma anche di valori preziosi come l’amicizia, la generosità, il rispetto per la natura.


Questa descrizione vuole sottolineare l’aspetto fantastico e allo stesso tempo educativo della storia e stuzzicare la curiosità di sapere di quali strane avventure possa mai trattarsi. Se riesci nell’intento, l’editore passerà a leggere il terzo paragrafo.


Adesso, parla di te come autore


Dedica questo paragrafo a te come autore. Puoi menzionare eventuali tue credenziali, esperienze letterarie o pubblicazioni. Se fai parte di un blog letterario, collabori a qualche rivista o circolo letterario, se hai fatto studi/corsi/seminari di narrativa. Gli editori sono spesso reticenti e scettici nei confronti degli esordienti. Poter dimostrare di avere un certo bagaglio culturale, di aver pubblicato qualcosina, di impegnarsi da tempo nel settore, può essere un jolly in più.


Ciò che gli editori temono maggiormente è che l’esordiente sia un fuoco di paglia, ovvero che scritto il primo romanzo – magari anche buono, che vende – si sieda sugli allori o non sia in grado di produrre più niente: perché non aveva altro da dire oltre quello che ha già scritto, perché sopravviene il blocco dello scrittore, perché scrivere è un mestiere faticoso e impegnativo e se uno non ha il tempo da dedicargli difficilmente sarà in grado di produrre una seconda opera nei tempi che l’editoria impone.


Assolutamente da evitare

se non vuoi finire fra i cestinati

prima ancora di venir preso in considerazione



NON citare come credenziali opere che ti sei autopubblicato, a meno che non abbiano venduto almeno un migliaio di copie.

NON citare opere che hai pubblicato a pagamento. Gli editori free sanno chi sono le CE che lucrano sull'ignoranza degli aspiranti scrittori e non vedono di buon occhio né chi mette in atto questa pratica (perché rovina il settore) né chi ci si assoggetta (perché significa che non sa come funziona il mondo editoriale).

NON farti vanto di aver vinto premi letterari di quint’ordine, tipo la Sagra delle Castagne di Tiziopippoli. Rischi di apparire un super-dilettante.

NON fare affermazioni del tipo:

  • ho già scritto cinque romanzi, sono anni che li propongo alle case editrici ma nessuno ha ancora colto il mio potenziale, oppure

  • scrivere mi viene naturale, l’ultimo romanzo l’ho buttato giù in una sola notte

  • o frasi autocelebrative come: ritengo di essere un buon autore… scrivo molto bene… il mio stile è unico, innovativo.

Se non hai proprio nessuna esperienza letteraria da esibire, meglio un onesto: Sono alla prima esperienza professionale, ma sto già lavorando a un secondo romanzo o al sequel di quest’opera. Quest’ultima osservazione è importante perché dice che hai serie intenzioni di dedicarti al mestiere di scrittore e di continuare.

Concludi il terzo paragrafo ringraziando per l’attenzione e salutando cortesemente.


E adesso, armati di pazienza e...

di umiltà

Tieni presente che gli editori spesso non rispondono affatto alle lettere se non sono interessati all’opera. Quindi, se dopo tre-sei mesi, non hai ricevuto alcuna risposta è inutile che solleciti o riscrivi all’editore riproponendo la medesima opera.

Puoi dirti che non era l’editore giusto (se non hai seguito le istruzioni al punto 1, è possibile), puoi dirti che quell’editore non ha capito il valore del tuo romanzo (è successo: l’autrice di Harry Potter ha preso diverse porte in faccia prima che qualcuno ne capisse il potenziale), puoi darti un milione di giustificazioni ma, secondo me, la prima domanda che devi farti è:


ho scritto davvero qualcosa di buono?


In uno dei prossimi articoli ti racconterò il mio personale sistema di progettazione e stesura di un romanzo. Magari potrà esserti di ispirazione.


Qui sotto due video pillole sull'argomento.


-------------------------------

Ciao, sono Eleonora Scali e sei sul mio blog


In questo spazio parlo dei libri che scrivo e di quelli che leggo, fornisco consigli ad aspiranti scrittori, racconto di me e della mia passione per i viaggi e la musica.











36 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti