L'editor raccontato da chi lo adopera
- 12 feb
- Tempo di lettura: 7 min

Ti stai chiedendo se l'editor serve davvero?
Ti rispondo subito, così ci togliamo il dente: per me, sì.
Col tempo ho imparato che nessuno scrittore è in grado di esaminare la propria opera con assoluto distacco per individuarne i punti deboli, le eventuali mancanze, il superfluo o i punti di forza da sviluppare ulteriormente.
È questo ciò che fa un editor in estrema sintesi e si è formato o con anni di attività all’interno di una redazione o con corsi e/o scuole appositi per farlo.
L’editor lavora di concerto con l’autore, affinché il suo romanzo ottenga il miglior gradimento possibile presso il pubblico a cui è destinato.
Per ottenere questo risultato, opera su due livelli: quello del contenuto e quello dello stile.
L’editor verifica che la trama regga, che le scene siano coerenti e credibili, i personaggi coinvolgenti, empatici e fedeli a se stessi dall’inizio alla fine.
Se il romanzo contiene riferimenti al mondo reale, contemporaneo o storico, ne controlla l’esattezza. Se, invece, è ambientato in un mondo inventato, verifica che il tutto sia coerente.
A livello linguistico, si accerta che lo stile dell’autore concordi col genere dell’opera che ha scritto e che si mantenga omogeneo in tutto il testo; segnala frasi contorte, ripetizioni, assonanze sgradevoli.
Fa parte dello stile anche l’uso della punteggiatura. Se un autore tende a usare parecchie virgole e frasi brevi, l'editor non gli suggerirà di cambiare, ma verificherà la coerenza. Per esempio, che quell'autore, a un certo punto, non sia passato a utilizzare periodi lunghissimi e senza interpunzioni.
Il codice etico degli editor
Gli editor hanno un codice etico che gli impone di rispettare il contenuto del romanzo e lo stile dell’autore.
Un editor non suggerirà mai tagli o aggiunte al tuo romanzo senza fornirti una valida motivazione (e, comunque, se ne può discutere), ma, soprattutto, non riscriverà mai una riga del romanzo al posto tuo. Se lo facesse, la voce narrante e lo stile sarebbero i suoi, non più i tuoi.
Nemmeno autori del calibro di Stephen King fanno a meno dell'editor.
Pensa che King ne ha uno per ogni lingua in cui viene tradotto e l’editor interviene dopo che il traduttore ha fatto il suo lavoro. Giusto per informazione, l’editor di King per i soli romanzi tradotti in italiano è, da oltre un decennio, Anna Pastore.
Non so se lo sai, ma esistono regole stilistiche precise, sia nella forma che nel contenuto, perché un romanzo funzioni e incontri il gusto del pubblico.
Se sei un autore che ha studiato in scuole di scrittura o su dei manuali, ne avrai sentito parlare o addirittura sai perfino metterle in pratica queste regole. Ma se sei un autodidatta, magari alla tua prima opera, sarà l’editor a indirizzarti verso quelle regole in modo da tirare fuori il meglio dal tuo romanzo.
L'editor non standardizza i testi
Parlando di regole, non vorrei averti dato l’impressione che gli editor lavorino per uniformare il tuo testo a uno standard commerciale.
Assolutamente no.
L’editor è come un gemmologo che prende in mano un diamante grezzo, lo ripulisce dalle scorie, lo taglia nel modo migliore e lo offre lucido al cliente. Non stravolge la forma originaria della pietra, fa solo in modo di tirarne fuori la bellezza.
Come lavora in concreto
Tutte belle chiacchiere quelle qui sopra, potresti dire. All’atto pratico, come lavora un editor per migliorare il mio testo?
Te lo spiego subito.
Fase 1: analisi preliminare
Prima di mettere mano al tuo romanzo, l’editor legge la sinossi per farsi un’idea di come scrivi, di quanto hai chiara in testa l’idea della tua opera e di cosa vuoi comunicare al lettore.
Poi, legge il tuo manoscritto per intero, spesso senza intervenirci sopra. L’esame iniziale che fa, è di verificare la congruenza fra ciò di cui il libro dovrebbe parlare (sulla base della tua sinossi) e cosa in effetti racconta.
Può capitare che l’autore avesse un’idea di fondo che non è riuscito a rispettare oppure volesse trasmettere un preciso messaggio col suo libro, ma all’atto pratico non c'è riuscito. O ancora, ha perso pezzi per la strada, perché la storia in testa ce l'aveva tutta, ma sulla carta non ce l'ha messa.
Fase 2: editing
Adesso l’editor inizia ad analizzare l’opera pagina per pagina, parola per parola.
Utilizzando la funzione revisione di Word, segnala gli errori palesi (grammatica, sintassi, ortografia, vocaboli, ecc.) e inserisce note a margine in cui spiega, ad esempio, perché un certo passaggio non funziona oppure perché andrebbe eliminato o come andrebbe ampliato.
Nelle stesse note, fornisce anche suggerimenti per rimettere a posto il testo.
Questo lavoro può richiedere un mese, due, tre o anche di più, tutto dipende dalla lunghezza del testo e da quanti sono gli interventi necessari.
In quel lasso di tempo l'autore aspetta, tace e pazienta.
Lo so, le prime volte può essere dura resistere alla tentazione di contattarlo per sapere come procede, se il romanzo gli sta piacendo, funziona e cose così.
Ma, di norma, l'editor non anticipa niente per evitare false aspettative o dare adito a discussioni prima del tempo.
Il momento del confronto arriva quando rispedisce all'autore il file con le sue annotazioni.
Fase 3: qui comincia il lavoro dell'autore
Può accadere che, a prima vista, il manoscritto sembri un cimitero di segni e di note.
Mai farsi prendere dallo sconforto. Oggi lo dico con leggerezza, ma ricordo ancora le mie prime volte. Sarei scoppiata a piangere.
Bisogna armarsi di pazienza, esaminare un punto alla volta e metterlo a posto pensando soltanto che stiamo lavorando per dare al nostro romanzo la miglior veste possibile e che chi ci segue in questo lavoro è un professionista che sa il fatto suo.
Se l'autore non è d'accordo su alcune note dell'editor, non c'è problema. Può capitare.
Basta scrivere dentro le medesime note a margine su cosa non concorda e, soprattutto, perché.
Un bravo editor tiene conto delle obiezioni dell'autore. Ne discuteranno insieme in un secondo momento.
Quanto tempo richiede questa fase, dipende solo dall'autore: da quanto è ricettivo, da quanto impiega a fare le modifiche suggerite e da quante ore ha a disposizione per lavorare sul testo.
Fase 4: il manoscritto torna all’editor
Quando l'autore ha messo a posto il testo secondo le indicazioni ricevute, lo rimanda all’editor.
Lui esamina tutti i punti originariamente segnalati e se pensa che ogni problema sia stato risolto, elimina tutte le note, rilegge il manoscritto per intero un'ultima volta e restituisce il file all'autore nella versione definitiva e pulita.
Se, invece, ci sono ancora punti da sistemare, apporrà altre osservazioni e lo spedirà all'autore per un suo ulteriore intervento. E così avanti, finché l’editor non giudicherà il testo assolutamente perfetto.
La correzione di bozze è un'altra cosa
Non è detto che un testo editato sia totalmente privo di errori. All'editor possono essere sfuggiti: un verbo mal coniugato, imprecisioni ortografiche, di punteggiatura, di impaginazione; l’uso scorretto di maiuscole, minuscole o segni di dialogo, una parola mancante (con le preposizioni, ad esempio, capita più spesso di quanto si pensi).
A tutte queste, chiamiamole, piccolezze può rimediare solo un attento correttore di bozze.
Editor e correttore di bozze sono due mestieri diversi che richiedono preparazione diversa. Infatti, nelle case editrici i ruoli di editor e correttore di bozze sono ben distinti.
Prima interviene l'editor, poi il correttore di bozze.
Tre consigli spassionati
Affidarsi a un editor è come compiere una corsa insieme, con lo stesso passo e l'intenzione di raggiungere la stessa destinazione. Ma se tu e l’editor vi trovate, fin dal principio, in disaccordo su troppe cose o, peggio, non siete d'accordo su nulla e continuate a scontrarvi, non siete ben assortiti o tu non riponi abbastanza fiducia nei suoi confronti o, ancora, non sei pronto a metterti in discussione, fatichi ad accettare i consigli e le critiche. In tal caso, è meglio interrompere il rapporto. Tanto non porterà a nulla.
Se, invece, l’editor con cui ti trovi male a lavorare è un membro dello staff della casa editrice con cui hai firmato il contratto, devi decidere se ingoiare il rospo e adeguarti alle sue correzioni o rescindere il contratto.
Per esperienza, ti dico che di solito ha ragione l’editor. Quante volte ci ho sbattuto la testa! E quante mie errate certezze ha smontato! Ma il confronto è sempre positivo, purché da parte dell’autore ci sia una certa apertura mentale e la disponibilità a mettersi in discussione.
Vuoi il nominativo di un bravo editor?
Dopo che il mio editor storico è andato in pensione e il secondo editor con cui ho lavorato ha vinto un concorso per andare a insegnare, ho dovuto mettermi in cerca di un nuovo professionista.
Lo scorso anno, al Salone del Libro di Torino, ho sfruttato un'interessante opportunità offerta all'interno dell'area self: incontrare un certo numero di editor per un colloquio conoscitivo.
Poiché non sono alle prime armi, ho fatto pelo e contropelo a vari candidati.
Dai due che mi ispiravano di più mi sono fatta fare una prova su una ventina di cartelle e, alla fine, ho scelto di affidarmi a Giovanni D'Accurso, titolare dell'agenzia Le Officine del testo.
In lui ho trovato professionalità, sensibilità, puntualità e attenzione ai minimi dettagli.
Mi sento quindi di consigliarlo caldamente.

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Chi è Eleonora Scali?
Laureata in lingue, ha lavorato per anni come addetta stampa. Scrive narrativa da quasi un ventennio. Ha pubblicato con vari editori indipendenti, fra cui Edizioni TriplaE e Tabula Fati del gruppo Solfanelli. Si è servita di editor e di agenzie (fra queste l'agenzia Beretta Mazzotta e Laura Ceccacci Agency). Ha intrapreso anche la strada del self-publishing e dei concorsi letterari (Premio Italo Calvino, Torneo Io Scrittore, Concorso Città di Como, Premio Giovane Holden, Premio Andersen e molti altri).
Per anni ha collaborato con il progetto ministeriale "Libriamoci a scuola" promuovendo la lettura negli istituti di ogni ordine e grado.
L'università di Barcellona, Facoltà di Informazione e Mezzi Audiovisivi, ha giudicato il suo manuale Tutto quello che devi sapere per pubblicare un libro una guida eccellente.















I tuoi articoli sono molto buoni e insegnano molte cose agli scrittori inesperti. Hanno fatto scoprire anche a me, che non sono alle prime armi, alcune cose che non coscevo. Complimenti!🙂