Copertina manoscritto: cosa deve contenere e perché
- 30 gen
- Tempo di lettura: 4 min

Quando uno scrittore invia un romanzo a una casa editrice per una valutazione, spesso commette un errore di inesperienza: confonde il manoscritto con il libro pubblicato.
Sono due oggetti diversi, con funzioni diverse e destinatari diversi.
Il manoscritto non è ciò che andrà in stampa.
È uno strumento di lavoro, che serve all’editore per capire, nel modo più rapido ed efficiente possibile, che cosa ha davanti e se vale la pena investire tempo e risorse nella lettura.
Questo vale anche — e soprattutto — per la copertina del manoscritto.
Dimentica la grafica: all’editore non interessa
All’editore non interessa che la copertina del manoscritto sia illustrata, che abbia font elaborati, effetti grafici o creativi.
Il concept visivo del libro arriverà dopo, se il manoscritto verrà accettato e a pensarci sarà l’editore che terrà in considerazione anche le linee grafico-editoriali della casa editrice e il posizionamento sul mercato di quel libro.
Una copertina elaborata, in questa fase, non colpisce positivamente. Dà, anzi, l’idea di uno scrittore che non conosce il funzionamento dell’editoria.
Qual è la funzione della copertina del manoscritto?
Considera la copertina una scheda identificativa che, a colpo d’occhio, faciliti il lavoro interno della casa editrice.
Pensala come l’etichetta su una cartella clinica o su un fascicolo: deve essere chiara e funzionale.
Le informazioni indispensabili sono queste:
Titolo dell’opera
Ben visibile, senza giochi grafici, con lo stesso font usato nel romanzo. Niente sottotitoli creativi o frasi promozionali e a effetto.
Nome e cognome dell’autore
Se hai intenzione di usare uno pseudonimo, specificalo già nella copertina del manoscritto.
Genere dell’opera
Indicare il genere (romance, thriller, fantasy, giallo ecc.) è una delle cose più intelligenti che puoi fare.
Perché è possibile che la casa editrice pubblichi più generi, suddivisi in collane, e capire a colpo d’occhio dove si posiziona la tua proposta può essere di grande aiuto.
Se specifichi il genre, l’editore sa immediatamente se rientra nel catalogo, se è adatto alle collane, a quale lettore interno alla CE affidarne la lettura.
Opera unica o parte di una serie
Accanto al genere è consigliabile specificare se trattasi di opera autoconclusiva, primo volume di una serie, parte di una saga o con un protagonista ricorrente (es. un commissario, un investigatore, un personaggio seriale).
L’editore ragiona anche in termini di progetto editoriale. Se il manoscritto gli piace, sapere subito se avrà un seguito, se può diventare una collana, se ha un potenziale seriale gli consente di valutare meglio l’investimento.
I tuoi dati di contatto
Questo è un punto che molti sottovalutano, ma che può fare la differenza tra essere contattati o sparire nel nulla.
Una casa editrice può ricevere anche centinaia di proposte al giorno. È possibile che il file del manoscritto venga inoltrato a un collaboratore oppure venga salvato in una cartella interna o separato dalla mail di accompagnamento.
Se, dopo settimane o mesi, qualcuno decide che il tuo testo merita attenzione, deve poterti rintracciare facilmente, ecco perché indicare i tuoi dati di contatto anche sulla copertina è una cosa super intelligente.
Questo vale in particolar modo se hai scelto di usare uno pseudonimo.
Una chicca non indispensabile ma gradita
Trovare sulla copertina del manoscritto anche una sinossi di poche righe (massimo 500-600 caratteri) può aiutare ulteriormente l’editore a inquadrare la tua opera.
Non è una cosa che si fa abitualmente, ma te la consiglio per aumentare le tue chances di venire selezionato almeno per una valutazione.
Ricapitolando:
Una copertina di manoscritto efficace al massimo deve contenere:
Titolo dell’opera
Nome Cognome dell’autore (o pseudonimo, specificando che è tale)
Genere dell’opera
Se opera unica / Serie / Saga ecc.
Tutti i contatti dell’autore: nome, cognome, indirizzo di residenza, e-mail e numero di telefono.
Optional: una stringatissima sinossi.
Usa un carattere standard: Times New Roman, Garamond, Arial (che mi auguro tu abbia usato anche all’interno del manoscritto) e nero su bianco.
Semplicità è professionalità
Molti autori temono che una copertina così semplice faccia apparire il loro lavoro “povero” o “anonimo”.
É l’esatto contrario. Nel mondo editoriale, questa semplicità comunica competenza.
Dall’editore viene letta come: so come funziona il processo, rispetto il tempo di chi legge, non cerco di venderti il libro prima che tu lo abbia valutato.
La professionalità, in editoria, passa anche da dettagli apparentemente trascurabili come la copertina del manoscritto.
Sappilo.
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Chi è Eleonora Scali?
Laureata in lingue, ha lavorato per anni come addetta stampa. Scrive narrativa da quasi un ventennio. Ha pubblicato con vari editori indipendenti, fra cui Edizioni TriplaE e Tabula Fati del gruppo Solfanelli. Si è servita di editor e di agenzie (fra queste l'agenzia Beretta Mazzotta e Laura Ceccacci Agency). Ha intrapreso anche la strada del self-publishing e dei concorsi letterari (Premio Italo Calvino, Torneo Io Scrittore, Concorso Città di Como, Premio Giovane Holden, Premio Andersen e molti altri).
Per anni ha collaborato con il progetto ministeriale "Libriamoci a scuola" promuovendo la lettura negli istituti di ogni ordine e grado.
L'università di Barcellona, Facoltà di Informazione e Mezzi Audiovisivi, ha giudicato il suo manuale Tutto quello che devi sapere per pubblicare un libro una guida eccellente.















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